WHISTLEBLOWING – Direttiva EU 2019/1937, cosa occorre fare ai fini del modello 231
In data 9 dicembre 2022, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo per il recepimento della Direttiva (UE) 1937/2019 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2019 riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione.
Allo stato attuale le competenti Commissioni parlamentari si sarebbero dovute esprimere con relativo parere entro il 19 gennaio 2023, ma sul punto rispetto anche a quanto indicato sul sito XIX Legislatura – Lavori – Atti del Governo sottoposti a parere(1) si rinviene che l’unica Commissione ad aver dato, allo stato attuale, relativo parere favorevole è stata la V Bilancio e Tesoro.
In attesa che arrivi il parere favorevole delle competenti commissioni vediamo cosa occorre fare per essere conformi alla nuova normativa?
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Modello 231 – come fare la valutazione dei rischi
Il modello 231 è un sistema di gestione dei rischi introdotto dalla legge italiana per garantire la responsabilità amministrativa delle società per i reati commessi nell’interesse o a vantaggio dell’ente. Il modello prevede la valutazione e la gestione del rischio in base a una serie di fattori, tra cui la tipologia di reato, la posizione all’interno dell’organizzazione e la probabilità che il reato venga commesso.

Il primo passo per calcolare il rischio è identificare i reati per i quali l’ente è esposto, come la corruzione, il riciclaggio di denaro, la frode fiscale e altri. Successivamente, è necessario analizzare la struttura organizzativa dell’ente per identificare i dipendenti o le figure professionali che hanno maggiore probabilità di commettere un reato, come i responsabili delle finanze o i rappresentanti legali.
Una volta identificati i reati e le figure a rischio, si passa alla valutazione della probabilità che il reato venga commesso. Questo viene fatto attraverso una serie di indicatori, come la presenza di controlli interni, la formazione del personale, la trasparenza nell’attività dell’ente e la cultura aziendale.


Dopo aver valutato la probabilità, si passa alla valutazione del danno potenziale che l’ente potrebbe subire in caso di reato commesso. Questo viene fatto tenendo conto dei possibili effetti economici, giuridici e reputazionali del reato.
Infine, per calcolare il rischio, si utilizza una formula che tiene conto della probabilità del reato e del danno potenziale. In base al risultato ottenuto, si possono adottare le opportune misure per prevenire e gestire il rischio, come la formazione del personale, la definizione di procedure interne e la creazione di un sistema di controllo.
In sintesi, il modello 231 prevede la valutazione e la gestione del rischio in base a una serie di fattori, tra cui la tipologia di reato, la posizione all’interno dell’organizzazione e la probabilità che il reato venga commesso. In base al risultato ottenuto, si possono adottare le opportune misure per prevenire e gestire il rischio.
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LE INDAGINI DELL’ORGANISMO DI VIGILANZA SENZA VIOLARE LA PRIVACY: COME FARLE
LE INDAGINI DELL’ORGANISMO DI VIGILANZA SENZA VIOLARE LA PRIVACY: COME FARLE
L’Organismo di vigilanza 231 si trova nella Sua attività di indagine verifica/audit reati presupposto previsti dal D.lgs 231/01, ad affrontare frequentemente il tema privacy, dovendo mediare tra l’esigenza di ricercare informazioni (talvolta con accesso a dati personali) e la necessità di applicazione del principio della minimizzazione.
Nell’attività di indagine i membri dell’ODV vengono a conoscenza di informazioni “sensibili”, il cui vincolo di riservatezza è chiaramente riportato nel mandato di incarico e allo stesso tempo è garantita la loro indipendenza dall’Alta direzione, per svolgere le loro funzioni in modo corretto. Tale condizione è espressamente prevista nell’art.6 comma 2bis del D.lgs 231/01 in cui si parla di garantire la riservatezza dei dati del segnalante
Ma come deve trattare l’ODV i dati che si trova a gestire nella Sua attività? Quali misure preventive e di controllo deve applicare al fine di non violare i requisiti del Reg. Ue 2016/679?
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Le novità della settimana sul D.lgs 231/01 pubblicate su www.alert231.it
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- Esempio di modello 231 di società sportiva (parte generale e parte speciale)
- Modello 231 e analisi del rischio penale fornitori legata ai reati tributari. Come effettuarla.
- Come fare 231 – “Come rendere l’organismo di vigilanza aziendale più efficace secondo il D.lgs 231/01”
- Quanto costa realizzare un modello 231
- Nuovi bandi in scadenza per incarichi come Organismo di Vigilanza 231
- Il D.lgs 231/01: come creare un sistema di compliance efficace
- 10 consigli operativi per creare modelli 231 efficienti
- Sentenza Cassazione – Colpe distinte tra società e manager
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Modello 231 e analisi del rischio penale fornitori legata ai reati tributari. Come effettuarla.
Il modello 231 obbliga le società a predisporre un sistema di controllo interno per prevenire la commissione di reati, tra cui quelli tributari, in modo da individuare e valutare i rischi e adottare le misure necessarie per prevenirli.
La qualifica dei fornitori rientra in questo modello poiché i fornitori possono rappresentare un rischio per l’azienda in termini di possibile commissione di reati.
Per questo motivo è necessario effettuare un’analisi del rischio penale dei fornitori, al fine di verificare se essi siano stati coinvolti in attività illecite e se esistano condizioni che possono rappresentare un rischio per l’azienda.
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Quanto costa realizzare un modello 231?
Quanto costa realizzare un modello 231?
Il costo per implementare un modello organizzativo, gestionale e di controllo interno ai sensi del D. Lgs. n. 231/2001 (Modello 231) può variare a seconda delle dimensioni e della complessità dell’organizzazione, nonché delle specifiche esigenze in termini di prevenzione dei reati.

Il costo dell’implementazione di un modello 231 può comprendere diverse voci come:
_ Consulenze specialistiche: il costo per l’affidamento a professionisti esperti in materia di implementazione del modello 231
_ Formazione del personale: costi per la formazione del personale sulla normativa e sulle procedure interne del modello 231
_ Adeguamento dei sistemi informativi e di sicurezza: costi per la messa in conformità dei sistemi informativi e di sicurezza con i requisiti del modello 231
_ Redazione dei documenti: costi per la redazione dei documenti richiesti dal modello 231, come la carta dei servizi, i regolamenti interni e le procedure

_ Revisione periodica : costi per la revisione periodica del modello 231, come l’audit, per assicurarsi che sia adeguato e efficace nel prevenire la commissione di reati
_ E’ importante notare che l’adozione del modello 231 non è solo un costo per l’organizzazione, ma anche un investimento nella sicurezza e nella reputazione aziendale.
_ Inoltre, l’adozione di un modello 231 può anche aiutare a ridurre il rischio di sanzioni e di danni reputazionali in caso di violazioni della normativa sulla prevenzione dei reati.
Il costo esatto dipende da molteplici fattori e può variare notevolmente da organizzazione a organizzazione, per questo è importante valutare caso per caso e fare un’analisi preventiva.
Come fare 231 – “Come rendere l’organismo di vigilanza aziendale più efficace secondo il D.lgs 231/01”
Il D.lgs 231/01 ha introdotto l’obbligo per le aziende di costituire un organismo di vigilanza al fine di prevenire e reprimere i reati aziendali. Tuttavia, per garantire l’efficacia di tale organismo, è necessario che esso sia ben strutturato e che sia dotato di adeguate risorse e competenze.
In primo luogo, è importante che l’organismo di vigilanza sia composto da componenti esperti in materia di prevenzione e repressione dei reati aziendali, nonché di compliance normativa. Inoltre, essi devono essere indipendenti e non devono avere conflitti di interesse con l’azienda.
In secondo luogo, l’organismo di vigilanza deve essere dotato di autonomia e indipendenza nello svolgimento dei propri compiti, in modo da poter effettuare verifiche e segnalazioni senza condizionamenti esterni. In questo senso, è importante che esso abbia accesso a tutte le informazioni e i documenti necessari per svolgere il proprio lavoro.
Alert231.it – Le novità della settimana
Realizzare il modello 231: gli errori da evitare
Realizzare il modello 231: gli errori da evitare

Il modello 231 è un documento aziendale che descrive le modalità di organizzazione e gestione per ridurre o annullare il rischio di essere chiamati a rispondere per uno dei reati sanzionati dal decreto 231/01. Ci sono alcuni errori comuni che vengono commessi quando si redige un modello 231:
- Non adeguare il modello alle specificità dell’azienda: il modello deve essere personalizzato per rispondere alle esigenze e alle caratteristiche dell’azienda per la quale viene redatto.
- Non tenere conto delle norme e delle leggi applicabili: il modello deve essere conforme alle norme e alle leggi vigenti in materia di sicurezza e privacy.
- Non coinvolgere tutte le parti interessate: è importante coinvolgere tutte le parti interessate nella redazione del modello, in modo che sia condiviso da tutti e che possa essere efficacemente attuato.
- Non adeguare il modello periodicamente: il modello deve essere adeguato periodicamente per tenere conto dei cambiamenti che possono verificarsi nel corso del tempo, sia all’interno dell’azienda che nell’ambiente esterno.
- Non assegnare le responsabilità adeguatamente: le responsabilità per la gestione della sicurezza devono essere assegnate in modo chiaro e preciso, per garantire che tutti sappiano cosa devono fare e cosa si aspetta da loro
Corso on line – Tecniche Audit 231

Corso interamente online che intende fornire a consulenti e professionisti 231 competenze e strumenti operativi per condurre verifiche efficaci sul rispetto e l’attuazione dei modelli 231.
A chi è rivolto?
A chi opera come componente di Organismi di Vigilanza, oppure nell’Internal Audit o nell’ambito delle Funzioni Compliance aziendali.
Il corso è suddiviso in due parti:
La prima con focus sulla norma internazionale UNI EN ISO 19011:2018 – Linee guida per audit di sistemi di gestione e come obiettivo quello di fornire ai partecipanti lo strumentario necessario a impostare, pianificare, organizzazione e condurre qualunque tipo di audit;
La seconda verticalizzata sulle specifiche modalità e tecniche degli audit 231, con un approfondimento che parte dalla lettura dei modelli 231, per proseguire con l’organizzazione e la conduzione di una verifica dell’OdV, fino alla redazione dei report.
Realizzata secondo un’impostazione di tipo esclusivamente pratico-operativo, la Masterclass propone anche lo studio di casi specifici e coinvolgerà coloro che vi partecipano nell’affrontare soluzioni concrete.
Attestati
Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione numerato, accompagnato da una certificazione del Comitato Scientifico, accessibile mediante QR-code, attestante l’effettuazione del programma didattico della Masterclass in conformità alle linee guida della Masterclass.
Programma
Modulo 1 – 27 gennaio 2023 ore 14-18
Come si pianifica e svolge un audit: prima, durante e dopo la verifica La norma UNI EN ISO 19011:2018. Le linee guida sugli audit – Gli audit di prima, seconda e terza parte – Il programma di audit – Lo svolgimento di un audit – La non conformità riscontrata durante lo svolgimento di un audit – L’analisi delle cause e le azioni correttive
Modulo 2 – 3 febbraio 2023 ore 14-18
L’OdV e la pianificazione dei suoi controlli Il punto di partenza: leggere il Modello 231 – La pianificazione dei controlli – Il ruolo dei flussi informativi nella fase di pianificazione delle verifiche – Impostare una verifica. Interlocuzioni con le funzioni interne, raccolta e analisi preliminare dei documenti – Casi pratici: predisporre il piano delle verifiche annuale, impostare e leggere i flussi informativi
Modulo 3 – 10 febbraio 2023 ore 14-18
Come esegue i controlli l’OdV Condurre una verifica. Convocazione, riunione di apertura e presentazione dei contenuti – Interviste alle funzioni interessate. Le informazioni da richiedere – La comparazione tra le evidenze raccolte e protocolli: l’analisi di conformità Scoprire le insidie nascoste – Le azioni conseguenti. Il ruolo dell’OdV nell’ambito dei procedimenti disciplinari – Casi pratici: condurre un’intervista ad una funzione interessata. Redigere un verbale dell’OdV – Test finale
Metodologia didattica
Il corso si svolgerà interamente in modalità webinar attraverso la piattaforma ZOOM che consente ampia interazione tra docenti e
partecipanti. Durante l’esecuzione del corso sarà distribuito materiale di supporto cartaceo quali dispense.
Docenti
Avv. Adamo Brunetti – Direttore Scientifico della Masterclass, esperto 231 e componente di OdV
Ing. Giuseppe Ruggieri Lead Auditor e docente nei corsi per auditor dei sistemi di gestione aziendali
Avv. Andrea Orabona Avvocato penalista e componente di OdV
Avv. Antonio Palumbo Dottore di Ricerca in Diritto Processuale Penale Interno, Internazionale e Comparato, Avvocato penalista e componente di OdV
Avv. Angelo Marano Managing Partner di CO.DE, esperto 231 e componente di OdV
Avv. Enrico Giarda Avvocato penalista, esperto e studioso 231
Come iscriversi
Quota di iscrizione 399 euro i.e. anzichè 599 euro i.e.
Pagamento
A) Con carta di credito su protocollo sicuro Stripe – Clicca qui
B) Bonifico bancario – importo bonifico Iva inclusa: 486,78 euro
IT57M0326802400052740963323 – Banca Sella intestato a Edirama di M. Rapparini – Una volta effettuato il pagamento inviare la ricevuta email a info@edirama.org






