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Archive for the ‘Reat 231’ Category

Direttiva PIF e nuovi reati 231 – Pubblicata la check list per ODV e consulenti 231

Il Consiglio dei Ministri del 7 luglio ha approvato in esame definitivo il decreto legislativo di attuazione della Direttiva (UE) 2017/1371 relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione mediante il diritto penale (Direttiva PIF).

Il provvedimento ha ampliato anche i reati presupposto del D.lgs 231/01 inserendo i seguenti nuovi:
_ IVA – dichiarazione infedele (art. 4 D.lgs 74/2000)
_ IVA – omessa dichiarazione (art. 5 D.lgs 74/2000)
_ IVA – indebita compensazione (art. 10 D.lgs 74/2000)
_ Frode in agricoltura (art 2. legge 898/1976)
_ Peculato (art 314 comma 1 cp)
_ Peculato mediante profitto errore altrui (art 316 cp)
_ Abuso d’ufficio (art 323 cp)
_ Frode pubbliche forniture (art.356 cp)
_ Reato di contrabbando DPR 43/1973

Questa check list è strutturata in un agile foglio elettronico  dove per ogni reato è indicato:
_ settore aziendale
_ misure di controllo e divieti da inserire nel sistema documentale 231 e da utilizzare nell’attività di controllo dell’Organismo di Vigilanza
_ consigli per la valutazione dei rischi necessaria

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Rassegna stampa – Sole 24 ore 27/4/2020

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Aggiornamento reati tributari modelli 231: le funzioni aziendali coinvolte

L’aggiornamento del Modello 231 ai reati tributari richiede un approccio integrato in cui devono essere presi in considerazione sia il Sistema dei Controlli Interni e sia il sistema gestione del rischio fiscale sviluppato.

Le funzioni aziendali di controllo sono le componenti principali del Sistema dei controlli interni. Le possiamo così individuare.

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Il Dirigente Preposto
Il Tax Compliance Officer (se presente)
La Funzione Compliance
L’organismo di vigilanza 231
La funzione Antiriciclaggio
In generale è indispensabile per la prevenzione dei reati societari e tributari, il  coordinamento con il Dirigente Preposto.

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Un caro saluto!

Dr. Matteo Rapparini
CEO Edirama
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Nuova versione di Kit aggiornamento modelli 231 ai reati tributari

E’ disponibile la nuova versione 2.0 di Kit aggiornamento modelli 231 ai reati tributari.

Il prodotto è stato ulteriormente arricchito con i tutorial per realizzare la valutazione rischi reati tributari e un esempio di Parte speciale Modello 231 reati tributari, inserendo nel kit:
_1) Matrice valutazione rischi reati tributari, con elenco dei processi interessati a tali reati – utile per realizzare la valutazione dei rischi in modo guidato
_2) Software valutazione rischi reati tributari.
Questo software consente di realizzare la valutazione rischi reati tributari con calcolo in automatico del livello di rischio e individuazione automatica delle misure di prevenzione da applicare, partendo dal singolo processo interessato e dal singolo reato tributario. Viene così generato il report di valutazione rischi reati tributari da allegare al sistema documentale 231
_ 3) Esempio Modello 231 Parte speciale reati tributari –

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Cassazione: Decreto 231/2001 e responsabilità per reati ambientali colposi


IL SOFTWARE PER REALIZZARE ILLIMITATI MODELLI 231

La Corte di Cassazione si è recentemente pronunciata sulla compatibilità dei reati ambientali colposi individuati dall’art. 25-undecies, comma 2, lett. a), del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 rispetto al generale impianto normativo del Decreto, fondato sulla responsabilità dell’ente per illeciti commessi nel suo interesse o a suo vantaggio. A questo proposito, la Suprema Corte ha ribadito – riprendendo un proprio noto orientamento – che “i concetti di interesse e vantaggio, nei reati colposi d’evento, vanno di necessità riferiti alla condotta e non all’esito antigiuridico. Tale soluzione non determina alcuna difficoltà di carattere logico: è ben possibile che una condotta caratterizzata dalla violazione della disciplina cautelare e quindi colposa sia posta in essere nell’interesse dell’ente o determini comunque il conseguimento di un vantaggio […]. L’adeguamento riguarda solo l’oggetto della valutazione che coglie non più l’evento bensì solo la condotta, in conformità alla diversa conformazione dell’illecito; e senza, quindi, alcun vulnus ai principi costituzionali dell’ordinamento penale. Tale soluzione non presenta incongruenze: è ben possibile che l’agente violi consapevolmente la cautela, o addirittura preveda l’evento che ne può derivare, pur senza volerlo, per corrispondere ad istanze funzionali a strategie dell’ente”.

Cass. Pen., Sez. III, 27 gennaio 2020, n. 3175

Fonte: Alessandro De Nicola – http://www.legaltweet.it

I prossimi reati presupposto inseriti nel D.lgs 231/01

In discussione oggi 23/1/2020 al consiglio dei ministri il decreto legislativo con il quale viene recepita la direttiva Pif (protezione degli interessi finanziari), la n. 1371 del 2017, con alcune novità per i reati presupposto 231.

Vediamoli

1) Maxifrode Iva Transazionali (sarà sanzionato anche solo il tentativo)

2) Pubblica amministrazione – Delitto di frode nelle pubbliche forniture

3) Pubblica amministrazione – Peculato, anche nella forma agevolata dall’errore altrui

4) Pubblica amministrazione – Abuso d’ufficio

5) Contrabbando

6) Delitto di frode in agricoltura

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Segnalazioni condotte illecite corruzione e reati 231. Pubblicato il nuovo software.

Gestione segnalazioni Whistelblower, è il software per gestire le segnalazioni di illeciti (corruzione o altri reati presupposto D.lgs 231/01) da parte dei dipendenti e dei collaboratori di aziende pubbliche e private. Il software è rivolto ai Responsabili anticorruzione e all’Organismo di vigilanza 231, che devono gestire la singola segnalazione di illecito in tutte le sue fasi, e gestire dal punto di vista statistico i dati raccolti.

Questo software consente di gestire in maniera veloce e completa tutte le segnalazioni pervenute ai Responsabili anticorruzione e all’ODV 231, che possono così disporre di uno strumento molto pratico per ottimizzare la gestione della singola segnalazione in tutte le sue fasi.
Per ogni segnalazione il software permette di gestire anche tutta la documentazione in allegato, permettendo così una più rapida gestione documentale.
L’utente ha sempre sottomano lo stato di ogni singola segnalazione, potendo accedere in automatico all’elenco (e da qui alle singole segnalazioni) delle segnalazioni.

Il software fornisce inoltre le statistiche inerenti:
_ segnalazioni / settore aziendale
_ segnalazioni / tipologia segnalazione

Il software consente di stampare le schede delle singole segnalazioni e i report statistici

Requisiti: Windows da versione 7 in poi.
Licenza per 2 pc (installabile su 2 pc). Installabile anche in ambiente cloud (es. google drive, dropbox, ecc) potendo così condividere l’applicativo su 2 pc anche in modalità remoto.

Guarda il video demo (accendi l’audio del pc e allarga il video cliccando in basso a destra).

Disponibile Kit Aggiornamento modelli 231 reato fiscale – falsa fatturazione

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Questo Kit consente di aggiornare i modelli 231 al nuovo reato Dichiarazione fraudolenta mediante emissione false fatture, inserito nell’art. 25-quinquiesdecies del D.lgs 231/01, secondo cui «in relazione alla commissione del delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti previsto dall’articolo 2 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, si applica all’ente la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote».
Attraverso l’utilizzo delle check list è possibile individuare i punti critici aziendali e le relative misure di controllo.

Il Kit è costituito da:
_ Check list valutazione aspetti critici aziendali relativi al reato di dichiarazione fraudolenta/emissione false fatture.
_ Check list valutazione rischi ciclo attivo fatturazione
_ Check list valutazione rischi ciclo passivo fatturazione
_ Esempio di procedura prevenzione reato Dichiarazione fraudolenta mediante emissione false fatture

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Categorie:Reat 231, Reati fiscali

Come aggiornare i modelli 231 al reato di falsa fatturazione

04/11/2019 Commenti disabilitati

Il secondo comma dell’art.39 delgs 124/2019 ha aggiunto l’art.25 – quinquiesdecies al D.Lgs. 231/01 aggiungendo ai reati-presupposto la dichiarazione fraudolenta mediate utilizzo di fatture o altra documentazione per operazioni inesistenti (comunemente descritto come reato di falsa fatturazione).
Cosa occorre fare per aggiornare i modelli 231?

Una prima riflessione è che i i reati tributari sono trasversali nell’ambito dell’attività di impresa ed è quindi difficile relegarli in ambiti di attività specifici o circoscritti.
Per cui l’analisi rischi deve interessare tutti i settori aziendali.

Continua su www.alert231.it

 

Responsabilità amministrativa anche per i reati tributari

A stabilirlo è la legge di delegazione europea che all’art. 3 (Princìpi e criteri direttivi per l’attuazione della direttiva (UE) 2017/1371, relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione mediante il diritto penale), prevede che nell’esercizio della delega per l’attuazione della direttiva (UE) 2017/1371 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2017, il Governo è tenuto a seguire, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all’articolo 1, comma 1, anche i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici: lett. e) integrare le disposizioni del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, recante disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, prevedendo espressamente la responsabilità amministrativa da reato delle persone giuridiche anche per i reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione europea e che non sono già compresi nelle disposizioni del medesimo decreto legislativo.”

Da tantissimo tempo si discute in merito all’introduzione, fra i reati presupposto 231, dei cd reati tributari. A dire la verità ci ha provato anche la giurisprudenza di merito con alcune pronunce pionieristiche le cui motivazioni si reggevano sulla leva di alcuni reati affini, come la truffa ai danni dello Stato. Al contrario invece si è comportata la giurisprudenza di legittimità. Attualmente infatti i reati tributari possono essere contestati solamente quando rientrano nel disegno criminoso di cui dall’art. 416 del c.p.

Per il momento la legge di delegazione europea obbliga l’Italia ad introdurre la responsabilità per frodi iva lasciando poi la valutazione sull’opportunità di comprendere tutto il penale tributario. Ciò peraltro dovrà avvenire con tempistiche tutt’altro che bibliche, atteso che il recepimento della direttiva deve avvenire entro il 6 luglio.