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Archive for the ‘Sentenze’ Category

Cassazione: l’impossibilità di applicare all’ente la norma sulla non punibilità per particolare tenuità del fatto

Interessante sentenza della Cassazione disponibile su http://www.alert231.it

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Responsabilità 231, il rinvio a giudizio dell’ente ferma la prescrizione

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Reati 231: va accertata idoneità e attuazione del modello organizzativo

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Sentenza su responsabilità degli enti e non punibilità per tenuità del fatto

Con questa sentenza la Cassazione si pronuncia sul rapporto tra l’istituto della non punibilità per particolare tenuità del fatto, di cui all’art. 131-bis c.p., e l’accertamento della responsabilità degli enti ai sensi del D. Lgs. 231/2001.

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Categorie:Sentenze

Omicidio colposo: i confini della responsabilità dell’ente ai sensi del d.lgs. 231/2001

ulla scia della ormai consolidata giurisprudenza successiva alla celebre sentenza delle Sezioni Unite n. 38343/2014, relativa al noto caso Thyssenkrupp, la Cassazione, con la sentenza n. 16713/2018 ha ribadito come l’interesse e/o vantaggio della società nei reati colposi sia da ricondurre al risparmio di spesa derivante dal mancato adeguamento alla normativa antinfortunistica e al risparmio di tempo nello svolgimento dell’attività lavorativa, entrambi volti alla massimizzazione del profitto ad ogni costo, anche a discapito della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori.

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Sequestro beni aziendali ex 231/2001: necessaria nomina di custode amministratore giudiziario


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Con una recente sentenza la Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati da due società in merito alla richiesta di utilizzo dei beni e conti correnti sottoposti a sequestro. La Suprema Corte ha ritenuto che, laddove il sequestro abbia ad oggetto beni o liquidità anche se in deposito, la nomina di un custode amministratore giudiziario sia «presupposto imprescindibile per l’esercizio dell’attività aziendale». Qualora tale nomina sia stata omessa spetta alla parte interessata l’onere di adire il giudice che procede.

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Cassazione su responsabilità attori del sistema di controllo interno

Fonte: Avv. Maurizio Arena

Cass., I civile, 29 dicembre 2017 n. 31204

4.1. – Nelle società di capitali, l’obbligo di controllo accomuna amministratori non esecutivi e indipendenti, sindaci, revisori, comitato per il controllo interno, organismo di vigilanza di cui al d.lgs. 231 del 2001, dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari nelle società quotate di cui all’art. 154-bis d.lgs. n. 58 del 1998.

Esiste, dunque, quel che è stato chiamato un «sistema di controllo policentrico»; il fine è quello di ottenere, grazie all’eterogeneità dei controlli, una garanzia rafforzata dell’osservanza delle regole di corretta amministrazione; e lo scopo ultimo potrebbe ritenersi quello della diffusione di una cultura della legalità imprenditoriale.

Ciò tanto più quando l’impresa rivesta peculiare interesse per il mercato, attesa la delicatezza degli interessi implicati nell’attività costituente l’oggetto sociale (come in quelle bancarie ed assicurative); inoltre, la conformazione della struttura societaria induce a particolarmente intensi doveri di controllo, proprio allorché la stessa faccia parte di un cd. gruppo o si tratti di società a ristretta base familiare che detenga la maggioranza del capitale, soggetta ad influenze esterne anche pregiudizievoli.

In tutti i casi, la responsabilità omissiva del soggetto è sempre per fatto proprio colpevole: espunta anche dal diritto civile la responsabilità oggettiva, per fatto altrui o da mera “posizione”, dovendosi sempre riscontrare la condotta almeno colposa e il nesso causale col danno, essendo responsabilità per fatto e colpa propri.