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Archive for the ‘Sentenze’ Category

Responsabilità ente, sequestrabili tutte le società asservite agli illeciti di una compagine

Download sentenza della Cassazione

Via libera al sequestro preventivo dei beni e delle quote di tutte le società asservite alla consumazione dei reati ambientali, commessi da una delle compagini. Il provvedimento cautelare sugli interi compendi aziendali, si impone, a prescindere dal fatto che le società, parallelamente alle attività illecite svolgessero anche una normale attività lecita

Sentenza Cassazione: determinatezza del capo di incolpazione nei confronti dell’ente

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Interessante sentenza della Cassazione sulla determinatezza del capo di incolpazione nei confronti dell’ente – 30753/2020

Cassazione: sospensione condizione per l’ente, non applicabile.

La sospensione condizionale della pena non è applicabile nei confronti dell’ente responsabile ai sensi del D.Lgs. 231/2001 trattandosi di un istituto specificamente previsto per le sanzioni penali.
Scarica la sentenza 30305/2020

Categorie:Sentenze Tag:

Sentenza 231 – Messa alla prova per l’ente



Il G.I.P. di Modena ha disposto la sospensione del procedimento con messa alla prova ex art. 168-bis c.p. nei confronti di una società operante nel settore della produzione di generi alimentari, indagata in relazione all’art. 25-bis comma 1 del D.Lgs. 231/2001 per il reato di cui all’art. 515 c.p., dopo aver provveduto allo stesso modo in favore della persona fisica autrice del reato.

Fonte: AODV231.it

Il decreto 231 non si applica alle Srl unipersonali

alert231

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Non deve essere imputata la società unipersonale. Non sulla base del decreto 231. In questo caso, infatti, la struttura della persona giuridica non è distinguibile da quella fisica e compromette gli stessi presupposti della contestazione di responsabilità amministrativa dell’impresa.

Di questo parere è stato il Gip di Milano che, nella sentenza 971 del 2020, ha dichiarato il non luogo a procedere nei confronti di una Srl, di cui invece il pubblico ministero aveva chiesto il rinvio a giudizio. 

Categorie:Sentenze

Sanzionata anche la società per distacco fittizio

Disponibile il nuovo Corso on line Aggiornamento 2020 consulente e ODV D.lgs 231/01.

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Sanzionata la società sulla base del decreto 231 del 2002, per distacco fittizio di dipendenti. Non vanno confuse, sostenendo l’identità dell’oggetto, le sanzioni previste dalla Legge Biagi per una corretta applicazione dell’istituto del distacco e quelle del Codice penale che puniscono la truffa ai danni dello Stato.

Leggi su http://www.alert231.it

Tre nuove sentenze per reati fiscali con ripercussioni sui modelli 231

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Segnaliamo le seguenti sentenze della Cassazione inerenti i reati fiscali, per la loro ripercussione sui modelli 231 (Fonte: Avv. Maurizio Arena – http://www.reatisocietari.it)

Sussiste l’obbligo di versamento a carico della società consolidante nell’ipotesi in cui quelle consolidate non abbiano provveduto al versamento delle somme dalle stesse dovute a titolo di imposta sul valore aggiunto (Cass, III, 16 ottobre 2019, n. 5513)?

Secondo la Cassazione, l’ente controllante è responsabile per i maggiori debiti di imposta, e per i relativi interessi, riferiti al reddito complessivo globale; mentre l’ente controllato risponde solidalmente assieme all’ente controllante solamente per i maggiori debiti di imposta, o per interessi e sanzioni riferiti alla sua base imponibile.

Sussiste il delitto di autoriciclaggio nell’ipotesi in cui il fornitore emette fatture per operazioni inesistenti, alle quali segue un bonifico della società gestita dagli imputati, allorchè il denaro viene restituito in contanti agli imputati stessi (Cass., II, 25 ottobre 2019, n. 2020)?

La Cassazione ha fornito risposta positiva. Nel caso in esame il provento della frode fiscale realizzata anche dall’imputato in favore di terzi, attraverso la creazione di società filtro cartiere che si interponevano con operazioni fittizie per consentire l’emissione di false fatture, è stato trasferito attraverso bonifici ad una ditta, simulando operazioni commerciali, con causali fittizie. La ditta ha restituito all’imputato gli importi in contante, così portando a compimento un’operazione che, mediante il trasferimento dei proventi illeciti in attività economiche, è stata ritenuta diretta a “ripulire” il denaro in questione.

Può rispondere di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte il legale rappresentante della società incorporante quella che è stata oggetto di accertamento dell’Agenzia delle Entrate (Cass., III, 5 marzo 2020, n. 8959)?

La Corte ribadisce che, in tema di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, gli atti dispositivi compiuti dall’obbligato, oggettivamente idonei ad eludere l’esecuzione esattoriale, hanno natura fraudolenta, ai sensi dell’art. 11 del d.lg. 74/2000, allorquando, pur determinando un trasferimento effettivo del bene, siano connotati da elementi di inganno o di artificio, cioè dalla esistenza di uno stratagemma predisposto per sottrarre le garanzie patrimoniali all’esecuzione. (Sez. 3, n. 29636 del 2 marzo 2018).

Accedi all’articolo completo dal seguente link

Cassazione: Decreto 231/2001 e responsabilità per reati ambientali colposi


IL SOFTWARE PER REALIZZARE ILLIMITATI MODELLI 231

La Corte di Cassazione si è recentemente pronunciata sulla compatibilità dei reati ambientali colposi individuati dall’art. 25-undecies, comma 2, lett. a), del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 rispetto al generale impianto normativo del Decreto, fondato sulla responsabilità dell’ente per illeciti commessi nel suo interesse o a suo vantaggio. A questo proposito, la Suprema Corte ha ribadito – riprendendo un proprio noto orientamento – che “i concetti di interesse e vantaggio, nei reati colposi d’evento, vanno di necessità riferiti alla condotta e non all’esito antigiuridico. Tale soluzione non determina alcuna difficoltà di carattere logico: è ben possibile che una condotta caratterizzata dalla violazione della disciplina cautelare e quindi colposa sia posta in essere nell’interesse dell’ente o determini comunque il conseguimento di un vantaggio […]. L’adeguamento riguarda solo l’oggetto della valutazione che coglie non più l’evento bensì solo la condotta, in conformità alla diversa conformazione dell’illecito; e senza, quindi, alcun vulnus ai principi costituzionali dell’ordinamento penale. Tale soluzione non presenta incongruenze: è ben possibile che l’agente violi consapevolmente la cautela, o addirittura preveda l’evento che ne può derivare, pur senza volerlo, per corrispondere ad istanze funzionali a strategie dell’ente”.

Cass. Pen., Sez. III, 27 gennaio 2020, n. 3175

Fonte: Alessandro De Nicola – http://www.legaltweet.it

Cassazione: l’impossibilità di applicare all’ente la norma sulla non punibilità per particolare tenuità del fatto

Interessante sentenza della Cassazione disponibile su http://www.alert231.it

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Responsabilità 231, il rinvio a giudizio dell’ente ferma la prescrizione

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