GDPR e D.lgs 231/01 – I punti di contatto

Con l’introduzione del GDPR, anche la gestione dei modelli 231 ne viene, in alcuni aspetti, interessata.

1. Associazione per delinquere (art 24-ter d.lg. 231)

I delitti in tema di privacy (che non possono essere ascritti in quanto tali ad una persona giuridica) possono costituire reati-scopo di un’associazione per delinquere. In questo modo potrebbe essere contestato all’ente il delitto associativo finalizzato, ad esempio, al trattamento illecito di dati personali. Sto parlando di scenario possibile, tralasciando in questa sede il tema della fondatezza di tale addebito (come è noto parecchio osteggiata perché si risolverebbe nell’aggiramento del principio di tassatività dei reati-presupposto).

2. Riciclaggio/Autoriciclaggio (art 25-octies d.lg. 231)

Il trattamento illecito di dati personali può procurare un profitto o, almeno, un risparmio di spesa all’ente: tali proventi illeciti potrebbero essere impiegati in attività lecite. Di recente la Cassazione ha ritenuto configurabile a carico di un ente l’autoriciclaggio dei proventi di un’estorsione (altro reato non presupposto).

3. Prevenzione dei reati informatici (art 24-bis d.lg. 231)

Il sistema di organizzazione, gestione e controllo in tema di privacy rileva in modo importante sulla prevenzione dei reati informatici. Sotto questo profilo trattasi di sistema che va opportunamente richiamato nel (e coordinato con il) Modello organizzativo.

4. Trattamento di dati personali da parte dell’OdV.

Nello svolgimento delle proprie funzioni l’OdV tratta dati personali, in ipotesi anche sensibili. In particolare, ma non solo, nella gestione del whistleblowing.

5. Rapporti tra DPO e OdV

Il Data Protection Officer è interlocutore importante dell’OdV, alla stregua del RSPP e dei Responsabili dei sistemi di gestione aziendale. Problematico, invece, il suo inserimento nell’OdV alla luce dei compiti che gli spettano: costituisce punto di contatto con il Garante, è direttamente accessibile dagli interessati e, soprattutto, deve monitorare le modalità di trattamento da parte del Titolare e del Responsabile (e, quindi, dovrebbe monitorare anche il trattamento effettuato dall’OdV).

Fonte: Maurizio Area – http://www.reatisocietari.it

Aggiornati i corsi on line Esperto 231 ed Esperto ODV 231

Sono stati aggiornati i corsi on line:
_ Esperto 231
_ Esperto ODV 231

con i seguenti nuovi contenuti:

_ La disciplina del whistleblowing e il D.lgs 231/01
_ Whistleblowing e organismo di vigilanza 231
_ Esempio di procedura Whistleblowing – 231

 

 

Novità D.lgs #231/01

Aggiornata la bancadati Alert 231 con l’articolo: Quando e a chi comunicare i nominativi dell’Organismo di Vigilanza 231

Categorie:Alert 231, ODV

Gli enti sanitari sottoposti alle regole e ai modelli della 231

Aggiornata la bancadati Alert 231 con l’articolo: Gli enti sanitari sottoposti alle regole e ai modelli della 231

 

L’applicazione nel settore sanitario del Dlgs 231/2001 sulla responsabilità da reato degli enti ha per diverso tempo occupato dottrina e giurisprudenza. Il decreto, infatti, se da un lato contempla tra i destinatari gli enti forniti di personalità giuridica e le società e associazioni anche prive di personalità giuridica (articolo 1, comma 2), ricomprendendo così tutti i soggetti privati del comparto sanità (quali, ad esempio, società che gestiscono strutture ospedaliere, fondazioni di gestione, case di cura e le cliniche private), …

Whistleblowing

Aggiornata la bancadati Alert 231 con la guida Assonima per la corretta applicazione del cosiddetto Whistleblowing (legge 179/2017)

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Richiesta preventivo consulenza 231

Richiesta preventivo per implementazione modello 231 per fondazione di natura giuridica privata ma a totale partecipazione pubblica  – 230 dipendenti

Le attività richieste sono:
1) Analisi e risk assessment;
2) Disegno del Modello di Organizzazione, Gestione e controllo;
3) Implementazione del Modello e pianificazione delle attività di controllo;
4) Aggiornamento e maintenance del Modello

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Risponde (anche) di autoriciclaggio l’imprenditore che non paga i dipendenti

Non solo estorsione, come già più volte affermato, ma anche autoriciclaggio per l’imprenditore che costringe i dipendenti ad accettare buste paga più magre di quelle formalmente concordate e a lavorare per un orario superiore a quanto contrattualmente previsto.

A rispondere per autoriciclaggio è anche la società, sulla base del decreto 231 del 2001, alla quale è contestato l’avvenuto impiego nell’attività imprenditoriale del denaro frutto dell’estorsione continuata, in maniera tale da ostacolare concretamente l’identificazione della provenienza delle somme. Lo stabilisce, con una lettura innovativa, la Corte di cassazione con la sentenza 25979/2018 – Accedi alla sentenza da Alert 231

Fonte: Il Sole 24 Ore

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