Modelli 231: formazione e informazione

Una delle fasi principali del processo di adozione del Modello di Organizzazione Gestione e Controllo 231 riguarda la sua diffusione e la formazione del personale.

Al fine di essere efficace, la diffusione del Modello deve essere tempestiva e capillare. Il Modello, infatti, deve essere consegnato a tutti i destinatari definiti al suo interno, secondo le modalità che l’azienda riterrà più consone: consegna del documento cartaceo, invio tramite e-mail, consegna di altro supporto elettronico – chiavetta USB o un CD, per esempio – pubblicazione sulla intranet.

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La consegna del Modello e dei suoi allegati deve essere “mirata”, in modo da risultare di semplice comprensione: il suggerimento è quello di consegnare a tutti il Modello nella sua parte Generale (compreso il sistema sanzionatorio) e il Codice Etico, veicolando in maniera selettiva  parti speciali o i protocolli. Questi ultimi possono essere consegnati per “area di interesse”: ad esempio all’ufficio acquisti potrà essere consegnato il protocollo relativo alla gestione degli acquisti, alla funzione Amministrazione verrà consegnato quello relativo alla gestione di contabilità e bilancio, per fare solo qualche esempio. È necessaria un’analisi puntuale per la distribuzione dei protocolli perché ve ne possono essere alcuni che interessano trasversalmente più aree. Si pensi al protocollo gestione degli acquisti di beni, servizi e consulenze: in aziende strutturate di media o grande dimensione la gestione degli acquisti può essere suddivisa per area e la funzione acquisti può essere concentrata su approvvigionamenti di materiali per la produzione, mentre gli ordini relativi a servizi, ad esempio, di manutenzione possono essere affidati a una funzione diversa; in questo caso è necessario far conoscere il protocollo a tutti i destinatari che per varie ragioni possono essere coinvolti nel processo di acquisto.

Molte aziende scelgono, inoltre, di pubblicare il Modello sul proprio sito internet per raggiungere facilmente anche i destinatari “esterni” all’azienda – quali collaboratori a vario titolo o fornitori.

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La fase di comunicazione del Modello e dei suoi allegati deve essere tracciabile: si suggerisce quindi di far sottoscrivere a ciascun destinatario cui è stata consegnata la documentazione una dichiarazione di presa visione che l’azienda terrà agli atti.

La fase successiva è quella della formazione aziendale. Vi sono diverse modalità secondo cui l’azienda può scegliere di formare il personale (formazione in aula, e-learning, etc.); prima di tutto l’azienda deve decidere se effettuare la formazione internamente (se ha a disposizione personale adeguatamente formato e preparato sul tema) oppure rivolgersi ad enti esterni di formazione o consulenti esperti in materia.

La formazione deve essere indirizzata a tutti destinatari del Modello con livelli di approfondimento diversi e personalizzati sulle aree aziendali. Al personale è bene sia spiegata la normativa e ciò che comporta il mancato rispetto della stessa, nonché i controlli che ciascuno dovrà mettere in atto nell’ambito della propria attività lavorativa (contenuti nei protocolli).

Infine, con riferimento al personale neoassunto è bene che l’area personale dell’azienda si organizzi per consegnare la documentazione relativa al D. Lgs. 231/2001 ed effettuare la formazione al momento dell’assunzione.

Fonte – Alavie.it

Corruzione tra privati, via libera al nuovo decreto legislativo

Il Consiglio dei Ministri ha definitivamente approvato il decreto legislativo che interviene sulla corruzione nel settore privato, attuando la decisione quadro 2003/568/GAI del Consiglio Ue (22 luglio 2003).

Attuazione della decisione quadro 2003/568/GAI del Consiglio, del 22 luglio 2003, relativa alla lotta contro la corruzione nel settore privato (Presidenza e Ministero della giustizia – esame definitivo)

Il provvedimento prevede un ampliamento della categoria dei soggetti punibili per il reato di corruzione nel settore privato, andando a ricomprendere anche quanti all’interno degli enti svolgono attività lavorativa con funzioni direttive. Si ampliano, inoltre, le condotte sanzionabili, prevedendo che siano punite la dazione e la sollecitazione della corresponsione di denaro o altra utilità, si punisce l’istigazione alla corruzione, oggi non punita, e si inaspriscono le sanzioni per l’ente nel caso in cui il corruttore sia soggetto che abbia agito in nome e nell’interesse dell’ente stesso.

I 22 errori più comuni dell’Organismo di Vigilanza 231

Ebook della collana 231 Veloce (in 10 minuti apprendi contenuti di altissima qualità), in cui sono pubblicati i 22 errori più comuni dell’Organismo di Vigilanza 231.

L’autore è il Dr. Matteo Rapparini fondatore del blog http://www.consulenza231.org, autore di oltre 20 prodotti (software, corsi on line, modulistica) sul D.lgs 231/01, con oltre 4.800 clienti attivi.

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Aggiornamento D.lgs #231/01

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Alert 231 è stato aggiornato con i seguenti documenti

1) Sentenza – Accordo di restituzione tra le parti non riduce la misura della confisca “231
2) Sentenza – Responsabilità 231 nulla per la Holding in presenza di un “generico interesse di gruppo”
3) Attività dell’organismo di vigilanza e reati ambientali  (confronto tra 231 e ISO 14001:2015) – documento di approfondimento di 62 pag.

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Gli errori da evitare nel realizzare i modelli 231

L’Esperto Risponde – compenso ODV 231

Da questa settimana prende avvio la rubrica l’Esperto Risponde, dove risponderò ai quesiti degli utenti del sito.

Quesito 1/2017
Quale deve essere il compenso per un dipendente a cui viene chiesto di fare il membro interno organismo di vigilanza 231?

Risposta
Non vi è una norma che definisca quale sia il compenso per ricoprire il ruolo di membro organismo di vigilanza. Ancora meno nel caso in cui esso sia un dipendente.
In molti casi non prevedono alcune remunerazione, anche se di prassi si può utlizzare come parametro di riferimento la tabella dei compensi del collegio sindacale, che prevede un minimo di seimila euro (TARIFFE PROFESSIONALI D.M. 20 luglio 2012, n. 140 – Art. 29 – Sindaco di società e Riquadro 11 [Art. 29] tabella C)

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231 WE è il nuovo servizio di consulenza in ambito D.lgs 231/01 erogato tramite web. Questo servizio è rivolto sia alle aziende che ai professionisti che hanno la necessità di disporre di risposte operative alle problematiche di implementazione e gestione dei modelli 231.

Il servizio fornisce una piattaforma dedicata in cui gli abbonati possono inoltrare ogni mese i propri quesiti sugli aspetti operativi di implementazione e di gestione dei modelli 231, e ricevere la risposta entro 24 ore.

Il servizio di consulenza è coordinato dal Dr. Matteo Rapparini, Esperienza professionale Il Sole 24 Ore spa – Oltre 4.800 clienti dal 2002. Verifica le sue competenze in ambito D.lgs 231/01 tramite il blog consulenza231 – Troverai tutte le novità e utili consigli operativi.
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Tutti i quesiti risolti sono inoltre disponibili agli abbonati (formula annuale) consentendo così una ulteriore condivisione di informazioni operative difficilmente reperibili.

231 WE è disponibile in abbonamento secondo due formule:
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I tempi di risposta sono di 24/48 ore in funzione della complessità del quesito inoltrato alla redazione.

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Nuovo bando ISI 2016 Inail anche per i modelli 231

L’Inail finanzia in conto capitale le spese sostenute per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I destinatari degli incentivi sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

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Fondi a disposizione e tipologie di progetto
L’Inail, tramite il Bando Isi 2016, rende disponibili complessivamente 244.507.756 euro. I finanziamenti sono a fondo perduto e vengono assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande.
Sono finanziabili le seguenti tipologie di progetto:

Progetti di investimento
Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale
Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto
Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività.

Il contributo, pari al 65% dell’investimento, fino a un massimo di 130.000 euro (50.000 euro per i progetti di cui al punto 4), viene erogato a seguito del superamento della verifica tecnico-amministrativa e la conseguente realizzazione del progetto ed è cumulabile con benefici derivanti da interventi pubblici di garanzia sul credito (es. gestiti dal Fondo di garanzia delle Pmi e da Ismea).

Prima fase: inserimento online della domanda e download del codice identificativo
Dal 19 aprile 2017, fino alle ore 18.00 del 5 giugno 2017, nella sezione “Accedi ai servizi online” del sito Inail le imprese registrate avranno a disposizione un’applicazione informatica per la compilazione della domanda, che consentirà di:
• effettuare simulazioni relative al progetto da presentare;
• verificare il raggiungimento della soglia di ammissibilità;
• salvare la domanda inserita;
• effettuare la registrazione della propria domanda attraverso l’apposita funzione presente in procedura tramite il tasto “invia”.

Per accedere alla procedura di compilazione della domanda l’impresa deve essere in possesso delle credenziali di accesso ai servizi online (Nome Utente e Password). Per ottenere le credenziali di accesso è necessario effettuare la registrazione sul portale Inail, nella sezione “Accedi ai servizi online”, entro e non oltre le ore 18.00 del 3 giugno 2017.

Dal 12 giugno 2017 le imprese che hanno raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità prevista e salvato definitivamente la propria domanda, effettuandone la registrazione attraverso l’apposita funzione presente in procedura tramite il tasto “invia”, potranno accedere all’interno della procedura informatica ed effettuare il download del proprio codice identificativo che le identifica in maniera univoca.

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Seconda fase: invio del codice identificativo (click-day)
Le imprese potranno inviare attraverso lo sportello informatico la domanda di ammissione al finanziamento, utilizzando il codice identificativo attribuito alla propria domanda e ottenuto mediante la procedura di download.
Le date e gli orari dell’apertura e della chiusura dello sportello informatico per l’invio delle domande, saranno pubblicati sul sito Inail a partire dal 12 giugno 2017.
Gli elenchi in ordine cronologico di tutte domande inoltrate, con evidenza di quelle collocatesi in posizione utile per l’ammissibilità al finanziamento, saranno pubblicati entro sette giorni dal giorno di ultimazione della fase di invio del codice identificativo.

Terza fase: invio della documentazione a completamento della domanda
Le imprese collocate in posizione utile per il finanziamento dovranno far pervenire all’Inail, entro e non oltre il termine di trenta giorni decorrente dal giorno successivo a quello di perfezionamento della formale comunicazione degli elenchi cronologici, la copia della domanda telematica generata dal sistema e tutti gli altri documenti, indicati nell’Avviso pubblico, per la specifica tipologia di progetto.

Vai alla documentazione del bando ISI