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Sentenza Cassazione: Responsabilità degli enti ex D. Lgs. 231/2001, patteggiamento e applicazione delle sanzioni interdittive

Cassazione Penale, Sez. IV, 20 aprile 2021 (ud. 14 aprile 2021), n. 14696
Presidente Fumu, Relatore D’Andrea

In tema di responsabilità degli enti ex D. Lgs. 231/2001, segnaliamo la sentenza con cui la Cassazione si è pronunciata in merito alla applicazione delle sanzioni interdittive in sede di patteggiamento.

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Deve essere ribadito – afferma la Corte – “il condivisibile principio affermato dalla giurisprudenza di questa Corte, per il quale, in tema di responsabilità da reato degli enti, le sanzioni interdittive sono sanzioni “principali” e non “accessorie”, per cui, in caso di sentenza emessa ai sensi dell’art. 444 cod. proc. pen., queste ultime devono essere oggetto di un espresso accordo processuale tra le parti in ordine al tipo ed alla durata delle stesse e non possono essere applicate dal giudice in violazione dell’accordo medesimo (così, espressamente, Sez. 3, n. 45472 del 08/06/2016, P.M. e altro in proc. Società Talian, Rv. 267919-01). Le natura di sanzioni “principali”, e non “accessorie”, delle sanzioni interdittive è, in particolare, desumibile dai contenuti della norma dell’art. 14 del d.lgs. n. 231 del 2001, che ne definisce le modalità di commisurazione e di scelta, richiamando il corrispondente art. 11 sulle sanzioni pecuniarie quanto all’individuazione dei criteri per la loro determinazione nel tipo e nella durata, tenendo conto dell’idoneità delle singole sanzioni a prevenire illeciti del tipo di quello commesso“.

Fonte: Giurisprudenzapenale.it

Business judgment rule e modelli 231: è ora di cambiare registro?

Il diritto attuale ha trasformato la naturale necessità imprenditoriale di darsi un’organizzazione in un dovere legale. L’imprenditore «deve» predisporre assetti organizzativi, amministrativi e contabili, è onerato di articolare un modello 231 ed è tenuto a dotarsi di misure tecniche, logiche e organizzative di data protection e cybersecurity.

Fissato l’obbligo, il legislatore però lascia solo l’imprenditore nel determinare il quomodo e lo abbandona con un precetto vago: regole e strumenti organizzativi devono essere «adeguati». Fatalmente, con il «senno di poi», in sede giudicante è quasi irresistibile la tentazione d’attribuire qualsiasi problema sopraggiunto nell’impresa a una sua pretesa originaria inadeguatezza organizzativa.

L’esperienza applicativa di 20 anni di 231 ha visto numerosi e continui dibattiti. La giurisprudenza e la casistica hanno portato alla formulazione di regole astratte, ampiamente condivisibili in principio, ma sfuggenti nella loro declinazione pratica. È forse possibile tentare oggi un approccio nuovo, che non colpevolizzi sempre e comunque il ceto imprenditoriale. Il Tribunale di Roma ha recentemente tracciato un solco.
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Nuovo bando membro ODV 231

NUOVI BANDI INCARICO MEMBRO ORGANISMO DI VIGILANZA 231

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Opportunità professionale – 2 nuovi bandi per incarichi membri organismi di vigilanza 231

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Responsabilità ente, sequestrabili tutte le società asservite agli illeciti di una compagine

Download sentenza della Cassazione

Via libera al sequestro preventivo dei beni e delle quote di tutte le società asservite alla consumazione dei reati ambientali, commessi da una delle compagini. Il provvedimento cautelare sugli interi compendi aziendali, si impone, a prescindere dal fatto che le società, parallelamente alle attività illecite svolgessero anche una normale attività lecita

L’ANAC e la tutela dei whistleblowers

Pubblicato il documento “L’ANAC e la tutela dei whistleblowers: dalla dichiarazione di nullità della misura ritorsiva alla sanzione inflitta al responsabile”, un breve resoconto dell’attività sanzionatoria in materia di whistleblowing, svolta dall’ANAC nel corso del 2020. Le tre delibere sanzionatorie adottate nel periodo di riferimento contengono l’accertamento, da parte dell’Autorità, della natura ritorsiva delle misure disposte nei confronti del whistleblower, delle quali è stata tra l’altro dichiarata la nullità (comma 7 dell’art. 54 bis del d.lgs. 165/2001). Nel documento sono contenute le motivazioni alla base delle decisioni di ANAC di sanzionare i soggetti responsabili della violazione della disciplina sul whistleblowing.

Report – pdf

Reati tributari ex D.Lgs. n. 231/2001:responsabilità del legale rappresentante e della società

In occasione di Telefisco 2021, la Guardia di finanza ha fornito chiarimenti in merito al tema
dell’accertamento della responsabilità ex D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, nel caso del verificarsi di un reato
tributario cd. presupposto. Alla commissione di un illecito tributario da parte del legale rappresentante
dell’ente, il procedimento viene esteso anche alla società, al fine di accertarne la responsabilità amministrativa
e valutare la conseguente irrogazione delle sanzioni previste dal decreto. Viene evidenziato, altresì,
che al deferimento della società non corrisponde la sua automatica sanzionabilità. La polizia giudiziaria
che sta investigando sul reato presupposto deve riferire al Pubblico ministero in merito alle concomitanti
vicende organizzative dell’ente, per verificarne la responsabilità.

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