Nuovi documenti di aggiornamento in Alert 231

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Sono stati pubblicati in Alert 231 i seguenti documenti:
_ Documenti modello 231
231 – Codice Etico
231 – Modello Organizzativo Gestionale (ex D.Lgs 231/01) – Parte Generale
231 – Modello Organizzativo Gestionale (ex D.Lgs 231/01) – Parte Speciale
_ Articolo: Indagini preliminari e ruolo dell’ente – l’attività dell’organismo di vigilanza Documenti
_ Modello 231 parte generale di impresa di costruzioni

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Prossimi convegni gratuiti sul D.lgs 231/01

Vicenza 5 dicembre
Il D. Lgs. 231/01, Modello Di Organizzazione E Gestione, Organismo Di Vigilanza: Scopo E Valore Aggiunto
Scheda di iscrizione
ROMA, 5 DICEMBRE 2016 – CONVEGNI MF: IL RUOLO DELL’AVVOCATO NELLA PREVENZIONE E NELL’ANALISI DEL CRIMINE D’IMPRESA: IL D. LGS. 231/2001 ED IL D. LGS. 231/200
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Gli enti possono patteggiare le misure interdittive

Nel caso in cui la definizione concordata della sanzione a carico dell´ente derivi dal patteggiamento del reato presupposto, se si tratta di un illecito amministrativo per il quale – oltre alla pena pecuniaria – va applicata una sanzione interdittiva, anche quest´ultima deve essere oggetto di un accordo tra le parti. Le sanzioni interdittive – individuate dall’articolo 9, comma 2, dalla lett. a) alla lett. e), del D. Lgs. 231/2001 – sono infatti “sanzioni principali” e in quanto tali le parti possono definirne tipo e durata.

Questo il principio di diritto desumibile dalla sentenza 45472/2016 (puoi scaricarla da Alert231), depositata il 28 ottobre scorso, e in forza del quale la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza emessa dal GIP del Tribunale di Venezia.

In difformità dall’accordo processuale ex articoli 444 del Codice di procedura penale e 63 del D. Lgs. 231/2001, il giudice aveva applicato all’ente tutte le sanzioni interdittive previste dall’articolo 9 del Decreto, invece del solo divieto di pubblicità di beni e servizi (come concordato). A parere della Corte, l’errore risiede nell’errata qualificazione delle misure interdittive, che sono state ritenute sanzioni accessorie anziché principali.

La natura della sanzione (principale o accessoria) rileva in quanto – secondo il principio consolidato in materia di patteggiamento “ordinario” e valido anche nel processo contro gli enti – le parti non possono vincolare il giudice con un accordo per le pene accessorie, le misure di sicurezza o la confisca, perché sono tutte fuori dalla loro disponibilità (dunque, se il consenso si riferisce anche a queste, il tribunale non è obbligato a recepire per intero l´intesa).

A tal proposito la giurisprudenza di legittimità, già pronunciatasi sul tema, ha tuttavia affermato (sentenza 45130/2008) che anche la sanzione interdittiva «deve formare oggetto dell’accordo delle parti risultando riducibile la sua durata “fino a un terzo” a mente del combinato disposto dell’art. 63, comma 2 del decreto e art. 444 c.p.p., comma 1».

L’articolato normativo che disciplina la responsabilità amministrativa degli enti comprende, infatti, quattro risposte punitive: sanzioni pecuniarie, interdittive, confisca e pubblicazione della sentenza. Le prime tre sono tutte sanzioni principali e «applicabili autonomamente dalla sanzione accessoria della pubblicazione della sentenza, la quale viene affiancata alle sanzioni di natura interdittiva, anche se è fuor di dubbio che non ne condivide la natura».

Fonte: aodv231.it

Lo sfruttamento della manodopera inserito nel d.lgs 231/2001

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E’ stato approvato in via definitiva in data 18 ottobre il d.d.l. C 4008, che verrà promulgato e pubblicato nei prossimi giorni.

L’articolo 603-bis del codice penale è sostituito dal seguente:

«Art. 603-bis. – (Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro). – Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato, chiunque:

1) recluta manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori;

2) utilizza, assume o impiega manodopera, anche mediante l’attività di intermediazione di cui al numero 1), sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno.

Se i fatti sono commessi mediante violenza o minaccia, si applica la pena della reclusione da cinque a otto anni e la multa da 1.000 a 2.000 euro per ciascun lavoratore reclutato.

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Nuovi documenti in Alert 231 #231

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Articolo – Responsabilità amministrativa degli enti no profit
Articolo – L’organismo di vigilanza
Regolamento Organismo di vigilanza – facsimile

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Opportunità professionali e nuovi documenti D.lgs #231/01 – Alert 231

Sono stati inseriti in Alert 231 le seguenti novità: nuove opportunità professionali e nuovi documenti di approfodimento di temi inerenti il D.lgs 231/01. Accedi ad Alert 231

Alert 231 – Anteprima 
Data
Descrizione
Tipologia documento
28/10/16 07:15:43 Società in ambito petrolifero ricerca auditor organismo di vigilanza Offerte di lavoro
28/10/16 07:13:12 Società di consulenza ricerca consulente in ambito D.lgs 231/01 Offerte di lavoro
28/10/16 07:11:51 Società di consulenza offre tirocinio retribuito in ambito D.lgs 231/01 Offerte di lavoro
28/10/16 07:10:19 Società di consulenza ricerca consulente 231 con esperienza Offerte di lavoro
28/10/16 06:58:15 Analisi del reato di autoriciclaggio Documenti
28/10/16 06:57:28 L’AUTORICICLAGGIO TRA RESPONSABILITÀ INDIVIDUALE E COLLETTIVA Documenti

 

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Eni modifica composizione #ODV #231

 Il Consiglio di amministrazione di Eni ha modificato la composizione dell’Organismo di Vigilanza di Eni SpA (ex D.lgs. n. 231 del 2001) e nominato, sentito il Comitato per le Nomine e il parere del Collegio Sindacale, Marco Bollini, Direttore Affari Legali e Luca Franceschini, Direttore Compliance Integrata, quali componenti interni dell’Organismo di Vigilanza in sostituzione di Massimo Mantovani che ha assunto l’incarico di Chief Midstream Gas & Power Officer. La decisione, si legge in un comunicato, fa seguito alla recente riorganizzazione aziendale che ha visto la creazione, alle dirette dipendenze dell’Amministratore Delegato, di una nuova Direzione Compliance Integrata, separata dalla funzione legale. Gli altri componenti dell’Organismo di Vigilanza sono: Marco Petracchini, Direttore Internal Audit e Domenico Noviello, Executive Vice President Legislazione e Contenzioso del Lavoro, componenti interni; Attilio Befera (Presidente), Ugo Draetta, Claudio Varrone, componenti esterni. Le previsioni del Modello 231 sono state integrate al fine di garantire, nel meccanismo decisionale dell’Organismo di Vigilanza, la prevalenza ai voti espressi dai componenti esterni.