Convegni e seminari D.lgs 231/01

Convegno gratuito
Padova – 11/12/2015 – Commercialisti del Triveneto
La responsabilità amministrativa delle Società e degli Enti ex D.LGS 231/2001.Prospettive ed aggiornamenti alla luce dell’introduzione nei nuovi reati societari ed ambientali

Seminari
Milano – 24/11/2015
“I nuovi Reati Ambientali del Codice Penale e del D.lgs.231/01”
Scheda di iscrizione e programma

Milano 24/11/2015
Focus d. lgs. 231/01
Programma

Firenze 25-26/11/2015
IL NUOVO REGIME DELLE AZIENDE PARTECIPATE: ANTICORRUZIONE, MODELLI EX D.LGS. 231/01, PERSONALE, NUOVI PRINCIPI CONTABILI E CONTROLLI
Programma

Milano 25/11/2015
Tavoli 231
Programma

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Organismo di Vigilanza 231 e Collegio Sindacale

La composizione dell’Organismo di Vigilanza ha, da sempre, costituito uno degli argomenti più dibattuti fra gli esperti e gli studiosi della normativa ex d.lgs. 231/2001, atteso che, nel silenzio del legislatore, le Linee Guida emanate dai soggetti autorizzati e la dottrina hanno ampiamente dibattuto, senza peraltro trovare una unanimità di vedute. Va ancora sottolineato che la centralità del ruolo che assume l’OdV consegue in prima istanza dalla considerazione che l’esenzione da responsabilità dell’Ente (o
società) è strettamente connessa alla valutazione della concreta e specifica capacità dello stesso OdV di espletare i doveri che il d.lgs. 231/2001 gli impone, doveri nei quali rientra, come appena evidenziato, anche la valutazione dell’adeguatezza dell’assetto organizzativo dell’Ente (o società) in parola.

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Il pacchetto software per gestire l’attività dell’organismo di vigilanza
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Tuttavia, man mano che il “contenitore” si riempiva di nuove fattispecie di reato e cresceva l’attenzione sia dei soggetti interessati, sia delle categorie professionali, ci si è interrogati su quale fosse la soluzione più idonea specie per i soggetti medio-piccoli, che, come noto, costituiscono la stragrande maggioranza del comparto industriale-commerciale italiano. In tale ambito ha quindi cominciato a farsi strada l’ipotesi che il Collegio Sindacale, di sicuro l’organismo più autonomo e indipendente all’interno della “corporate governance” societaria, potesse, quale ulteriore funzione di controllo, assumere nel
suo complesso anche la veste di Organismo di Vigilanza.
Questo orientamento ha visto peraltro contrapporsi due tesi, una positiva e l’altra
negativa, mentre nulla quaestio in ordine alla possibilità che i singoli componenti del
Collegio Sindacale…. [continua]

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Infortuni sul lavoro e D.lgs 231/01

In questo documento viene analizzato il rapporto tra il D.lgs 231/01 e la disciplina relativa agli infortuni sul lavoro
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Verifiche dell’ODV tramite strumenti elettronici

Verifiche dell’ODV tramite strumenti elettronici – Le problematiche legate alla privacy
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10 consigli per trasformare i preventivi di consulenza in contratti

In questo White Paper ti forniamo alcuni consigli pratici per migliorare e incrementare la trasformazione dei tuoi preventivi in contratti di consulenza.

  • Inserire una premessa in cui riportare un riassunto di quanto emerso nei colloqui precedenti con il potenziale cliente
  • Utilizzare carta intestata a colori
  • Inserire numero del preventivo e data
  • Inserire la descrizione delle esigenze del cliente
  • Inserire le modalità di come il consulente procederà nello svolgimento dell’incarico
  • Inserire il prezzo complessivo con scorporata Iva ed eventuali oneri professionali
  • Inserire tempi di realizzazione del progetto di consulenza con definizione e calendarizzazione di ogni fase
  • Inserire condizioni di vendita chiare e concise
  • Allegare al preventivo il proprio curriculum professionale con certificazioni, riconoscimenti, ecc
  • Una volta consegnato il preventivo, richiamare il cliente dopo un tempo definito e concordato (e nei modi da lui preferiti: telefono, mail, fax..) al fine di verificare se ha deciso o se eventualmente ha bisogno di altre informazioni. Questo serve anche nel caso in cui il cliente decida per qualunque motivo di non comprare ed è importantissimo sia per ottenere informazioni di ritorno sulla concorrenza (nel caso in cui il cliente si sia rivolto altrove) che eventualmente capire cosa abbiamo sbagliato ed aggiustare il tiro in futuro;
  • Ti segnaliamo lo strumento per migliorare la trasformazione dei tuoi preventivi di consulenza in contratti!
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Categorie:Professione

Contributi per l’implementazione dei modelli 231

[OMISSIS] promuove, attraverso l’erogazione di contributi, interventi finalizzati alla predisposizione e adozione dei Modelli Organizzativi previsti dal D. Lgs. n. 231/2001 sulla Responsabilità Amministrativa.

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Non idoneo l’Organismo di vigilanza monocratico

Dalla giurisprudenza di merito un richiamo all’esigenza di concretezza nella valutazione degli indici impeditivi del modello organizzativo ex d.lg. 231/2001

Il Tribunale pone in luce la potenziale inefficacia del controllo affidato ad un organismo di vigilanza di natura monocratica, … [continua in Alert 231]

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Offerte di lavoro in ambito D.lgs 231/01

  1. Consulente senior D.lgs 231/01 – Milano
  2. Componente ODV 231 – Alessandria
    3. Docente formazione modello 231 – Napoli

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D.LGS. 231/2001: la colpa di organizzazione

Cosa si intende per responsabilità amministrativa degli enti? Chi sono i soggetti convolti? Cosa significa “reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio”?

La responsabilità amministrativa da reato
Il Legislatore ha inteso aggiungere alla responsabilità penale della persona fisica che materialmente consuma il reato espressamente previsto dalla Legge (ex artt. 24-25 duodecies), una responsabilità in capo alla complessiva organizzazione aziendale, distinta da quella degli individui che la compongono, denominata <<colpa di organizzazione>>, ascrivibile all’ente (cioè all’azienda, società, associazione, fondazione, ecc.) per il reato commesso da un soggetto apicale o da un suo sottoposto.
Così, l’art. 5 del D.lgs. n. 231/01 prevede che l’ente sia responsabile per i reati commessi “nel suo interesse o a suo vantaggio” da persone che rivestono il ruolo di soggetti in posizione apicale all’interno dell’ente ovvero da soggetti subalterni ai primi. Sono da considerarsi soggetti apicali (secondo la previsione della lett. a) dell’art. 5 citato), le persone che rivestono “funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell’ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale”, nonché “persone che esercitino anche di fatto la gestione e il controllo dello stesso”. Generalmente si considerano figure apicali i rappresentanti ex lege della società nonché i rappresentanti muniti di procura; gli amministratori, delegati e non, anche se dipendenti della società; i direttori generali; i soggetti delegati ad esempio per lo svolgimento delle funzioni in materia di sicurezza sul lavoro ex art. 16 D.lgs. n. 81/2008, sempre che assumano, in concreto, un pieno ed effettivo potere decisionale ed organizzativo. Sono, invece, da considerarsi soggetti sottoposti alle figure apicali, con rilievo ai fini dell’applicazione della disciplina, ex art. 5, lett. b), le “persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza” dei c.d. soggetti apicali.

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Autoriciclaggio – una metodologia per aggiornare i modelli 231

Con l´articolo 3, comma 5 della L. 186 del 2014, l´autoriciclaggio viene introdotto nel novero delle fattispecie presupposto ex D.Lgs. 231/2001, estendendo ulteriormente il già nutrito elenco di reati la cui commissione da parte dei soggetti apicali della Società o dei sottoposti alla direzione degli stessi può far scaturire la responsabilità amministrativa dell´Ente. Il nuovo reato va ad integrare l´esistente articolo 25-octies del Decreto 231, che già prevedeva i reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

 Come già era accaduto, seppur con diversa gradazione e peculiarità differenti, con l´inserimento del reato di “associazione per delinquere” nel novero delle fattispecie rilevanti ai fini del Decreto 231, l´introduzione del reato di autoriciclaggio sta generando alcuni dubbi, dal punto di vista logico e metodologico, agli Organismi di Vigilanza e ai Responsabili delle varie funzioni aziendali preposte, in merito alle modalità con cui procedere con il necessario aggiornamento dei vigenti Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo.

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