Responsabilità 231 dell’ente per infortunio sul lavoro ed assenza di modello organizzativo

Interessante sentenza del Tribunale di Milano che ha stabilito che una società deve essere ritenuta responsabile ai sensi dell’art. 25 septies comma 2 Dlvo 231/2001 nel caso di un infortunio sul lavoro della durata di giorni 53, qualora la stessa non abbia adottato alcun modello organizzativo.
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D.LGS. 231/2001: le sanzioni dopo l’avvenuto accertamento

Il sistema sanzionatorio proposto dal D.lgs. n. 231/2001 fuoriesce dallo schema tradizionale del diritto penale, incentrato sulla distinzione tra pene e misure di sicurezza e tra pene principali e pene accessorie: le sanzioni previste all’avvenuto accertamento della responsabilità dell’ente si distinguono tra sanzioni pecuniarie e sanzioni interdittive; al di fuori di tale perimetro, si collocano la confiscae la pubblicazione della sentenza.

Sono sanzioni interdittive:
– l’interdizione dall’esercizio dell’attività;
– la sospensione o la revoca di autorizzazioni, licenze, concessioni funzionali alla commissione dell’illecito;
– il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione;
– l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli
già concessi;
– il divieto di pubblicizzare beni o servizi.
Quando l’ente viene ritenuto responsabile è sempre applicata una sanzione pecuniaria.

La sanzione pecuniaria è determinata ….. [ continua su Alert 231]

#Cassazione – L´abuso costrittivo del pubblico ufficiale determina la concussione

La sentenza Corte di Cassazione,  ribadisce la natura e l´essenza dei reati di concussione (art. 317 c.p.) e di induzione indebita (art. 319-quater c.p.), rispettivamente modificati e introdotti dalla legge 190/2012.
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Dottori #commercialisti: incompatibilità e compenso #ODV

Due documenti dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili sull’incompatibilità tra l’incarico di sindaco e quello di membro dell’#ODV e sul compenso di quest’ultimo.

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Giustizia: nei #Modelli231 tutele per chi denuncia fatti di corruzione

Doppio binario sulle segnalazioni anticorruzione tra pubblico e privato. Con l’inserimento, su quest’ultimo fronte, nei Modelli 231 di un inedito contenuto specifico.

Il disegno di legge prevede che il dipendente pubblico non può essere sanzionato in alcun modo (licenziamento compreso come ovvio) né discriminato per avere denunciato condotte illecite di cui è venuto a conoscenza per il proprio rapporto di lavoro.

È in buona fede il dipendente pubblico che effettua una segnalazione circostanziata …..(continua per gli abbonati al servizio Alert 231)

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Legge 4-2013 e figure professionali del D.Lgs.231/01 nei SPL

La legge 14 gennaio 2013, n. 4 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate” ha rivoluzionato il mondo delle professioni non organizzate in ordini o collegi.
Trattasi della stragrande maggioranza delle professioni che fino ad oggi non avevano trovato un preciso inquadramento normativo.
Questo anche con riferimento a profili professionali di elevata specializzazione quali ad esempio RSPP, Project Manager, consulenti e componenti Organismi di Vigilanza ai sensi del D.Lgs. 231/01, Esperti Gestione Energia, etc.

La Legge 4/2013 risulta ancora, di fatto, assai poco nota anche tra gli “addetti ai lavori” sebbene definisca specifici requisiti e obblighi facenti capo sia al singolo professionista sia al committente. Un primo adempimento in carico al professionista riguarda la trasparenza: questi è tenuto ad apporre, in ogni documento e rapporto scritto con il cliente, che trattasi di professionista disciplinato  ai sensi della legge sopraccitata. L’inadempimento rientra tra le  pratiche commerciali scorrette tra professionisti e consumatori, di cui al titolo III della parte II del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6  settembre  2005, n. 206, ed è sanzionato ai sensi del medesimo codice.

Il punto focale della Legge 4/2013 riguarda l’esigenza di poter dimostrare, da parte del professionista, di possedere le competenze professionali per lo svolgimento dell’attività in oggetto. Questo è possibile, in estrema sintesi, solo con una delle seguenti modalità. Associandosi an un’associazione professionale che rientra nel registro tenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico presso il proprio sito internet. Tali associazioni professionali provvedono quindi all’attestazione degli standard qualitativi e di qualificazione professionale che gli iscritti sono tenuti a rispettare nell’esercizio dell’attivita’ professionale ai fini del mantenimento dell’iscrizione all’associazione. Richiedendo ad organismi di certificazione delle competenze professionali accreditati da Accredia lacertificazione delle competenze professionali a fronte di un standard di riferimento.

In funzione di quanto sopra sinteticamente esposto, la Legge 4/2013 ha notevole impatto nel  mondo delle aziende dei servizi pubblici, e più in generale per gli enti pubblici economici, per le delicate implicazioni in materia di affidamenti di incarichi professionali a figure professionali che non rientrano nell’ambito delle figure “ordinistiche”, anche qualora tali figure siano ricoperte da soggetti iscritti ad ordini. Si pensi ad esempio al caso di ingegneri o geometri che ricoprono il ruolo di RSPP o di avvocati che ricoprono il ruolo di componenti OdV D.Lgs. 231/01.

Fonte

 

Commercialisti, al via il corso di perfezionamento sulla responsabilità degli enti

Commissione di Studio “231/2001 RESPONSABILITÀ SOCIALE ETICA ED AMMINISTRATIVA DEGLI ENTI” dell’ODCEC di Napoli, in collaborazione con l’Associazione Italiana Organismi di Vigilanza Legge 231, organizza il corso di perfezionamento “Il Ruolo del Dottore Commercialista nell’ambito dei Procedimenti Giudiziari ai sensi del Dlgs. 231/01, alla luce delle novità normative.

Il corso – Dalla durata complessiva di 16 ore, il corso vedrà gli interventi di importanti relatori del mondo giudiziario, degli organi di polizia giudiziaria, professionisti e docenti. Il corso sarà suddiviso in quattro parti: la prima di carattere generale, ed è destinato ai commercialisti e professionisti e dirigenti che svolgono ruoli di controllo e consulenza, nell’esercizio della propria attività in materia di 231/01. Il 13 novembre alle ore 15 presso la sede dell’ODCEC di Napoli in Piazza dei Martiri avrà inizio il corso vi saranno i saluti di: Vincenzo Moretta; Presidente Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Napoli; Ettore Ferrara Presidente Tribunale di Napoli – Ministero della Giustizia; Bruno D’urso Presidente aggiunto sezione G.I.P.  Tribunale di Napoli – Ministero della Giustizia Fausto Zuccarelli, Procuratore aggiunto Procura della Repubblica – Tribunale di Napoli; Vincenzo Caputo, Vicepresidente Giovani Imprenditori di Confindustria; Achille Coppola, Segretario Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili; Michele Saggese, Consigliere Delegato Commissione 231/01 Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Napoli. Ad introdurre i lavori sarà Stefano Cola, Presidente Commissione 231/01 Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Napoli. Gli interventi programmati del primo giorno saranno di Alfonso Furgiuele, Professore di Diritto Processuale Penale presso Università degli Studi di Napoli Federico II; Daniela Di Scenna della sezione Affari Legislativi di Confindustria e di Elisabetta Midena dell’Autorità Nazionale Anticorruzion

D.lgs 231/01 e problematiche cautelari applicabili agli enti

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Segnalo questo interessante articolo sulle misure cautelari applicabili agli enti (persone giuridiche, società e associazioni anche prive di personalità giuridiche, per lo più private)

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