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Archive for the ‘Notizie’ Category

Novità D.lgs 231/01 dell’8/2/2016

Le ultime novità sul D.lgs 231/01 disponibili agli abbonati al servizio
1) Modello 231 di casa di cura
2) Sentenza Cassazione sulla responsabilità ente per morte di un lavoratore
3) Asservazione e modelli organizzativi – documento in pdf
4) Sentenza Cassazione sull’obbligo del datore di lavoro di adottare le misure di prevenzione più efficaci.

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Nuovo dizionario Assonime sulla disciplina 231/2001

Assonime ha pubblicato il nuovo Dizionario 231 che illustra per voci la disciplina della responsabilità da reato degli enti del decreto legislativo n. 231/2001 attraverso la giurisprudenza.

Le voci di questo Dizionario rappresentano i temi di maggiore rilievo pratico, toccando diversi profili di interesse, tra cui ad esempio: come vengano individuati gli autori dell’illecito; cosa si intenda per fraudolenta elusione del modello organizzativo; chi sia e come operi l’organismo di vigilanza; quale sia la nozione di profitto del reato ai fini della confisca; quali siano le regole della prescrizione applicabili; quali i presupposti per le misure cautelari o le caratteristiche dei modelli organizzativi.

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Giustizia: nei #Modelli231 tutele per chi denuncia fatti di corruzione

Doppio binario sulle segnalazioni anticorruzione tra pubblico e privato. Con l’inserimento, su quest’ultimo fronte, nei Modelli 231 di un inedito contenuto specifico.

Il disegno di legge prevede che il dipendente pubblico non può essere sanzionato in alcun modo (licenziamento compreso come ovvio) né discriminato per avere denunciato condotte illecite di cui è venuto a conoscenza per il proprio rapporto di lavoro.

È in buona fede il dipendente pubblico che effettua una segnalazione circostanziata …..(continua per gli abbonati al servizio Alert 231)

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Legge 4-2013 e figure professionali del D.Lgs.231/01 nei SPL

La legge 14 gennaio 2013, n. 4 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate” ha rivoluzionato il mondo delle professioni non organizzate in ordini o collegi.
Trattasi della stragrande maggioranza delle professioni che fino ad oggi non avevano trovato un preciso inquadramento normativo.
Questo anche con riferimento a profili professionali di elevata specializzazione quali ad esempio RSPP, Project Manager, consulenti e componenti Organismi di Vigilanza ai sensi del D.Lgs. 231/01, Esperti Gestione Energia, etc.

La Legge 4/2013 risulta ancora, di fatto, assai poco nota anche tra gli “addetti ai lavori” sebbene definisca specifici requisiti e obblighi facenti capo sia al singolo professionista sia al committente. Un primo adempimento in carico al professionista riguarda la trasparenza: questi è tenuto ad apporre, in ogni documento e rapporto scritto con il cliente, che trattasi di professionista disciplinato  ai sensi della legge sopraccitata. L’inadempimento rientra tra le  pratiche commerciali scorrette tra professionisti e consumatori, di cui al titolo III della parte II del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6  settembre  2005, n. 206, ed è sanzionato ai sensi del medesimo codice.

Il punto focale della Legge 4/2013 riguarda l’esigenza di poter dimostrare, da parte del professionista, di possedere le competenze professionali per lo svolgimento dell’attività in oggetto. Questo è possibile, in estrema sintesi, solo con una delle seguenti modalità. Associandosi an un’associazione professionale che rientra nel registro tenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico presso il proprio sito internet. Tali associazioni professionali provvedono quindi all’attestazione degli standard qualitativi e di qualificazione professionale che gli iscritti sono tenuti a rispettare nell’esercizio dell’attivita’ professionale ai fini del mantenimento dell’iscrizione all’associazione. Richiedendo ad organismi di certificazione delle competenze professionali accreditati da Accredia lacertificazione delle competenze professionali a fronte di un standard di riferimento.

In funzione di quanto sopra sinteticamente esposto, la Legge 4/2013 ha notevole impatto nel  mondo delle aziende dei servizi pubblici, e più in generale per gli enti pubblici economici, per le delicate implicazioni in materia di affidamenti di incarichi professionali a figure professionali che non rientrano nell’ambito delle figure “ordinistiche”, anche qualora tali figure siano ricoperte da soggetti iscritti ad ordini. Si pensi ad esempio al caso di ingegneri o geometri che ricoprono il ruolo di RSPP o di avvocati che ricoprono il ruolo di componenti OdV D.Lgs. 231/01.

Fonte

 

Regione Lombardia approva le linee guida semplificazione obblighi compliance

Sono state approvate le “Linee guida per la semplificazione degli obblighi di compliance per gli enti accreditati ai servizi di istruzione e formazione professionale e accreditati ai servizi al lavoro”.

Costituiscono uno strumento di accompagnamento alle attività degli Enti accreditati e degli Organismi di Vigilanza (ODV).

L’innovazione consiste:

– nell’introduzione anche per gli enti pubblici territoriali e non economici del requisito obbligatorio ai fini dell’accreditamento dell’adeguamento al modello di compliance ex l. 190/2012 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”, nonché l’obbligo del debito informativo;

– nella semplificazione e razionalizzazione degli adempimenti connessi al flusso delle informazioni richieste da Regione Lombardia.

Le linee Guida riportano gli adempimenti da attuare in via semplificata da parte degli enti ,ponendo una sostanziale differenziazione tra gli enti soggetti alla compliance D.Lgs 213/01 rispetto agli enti soggetti alla compliance L. 190/2012 e quindi all’adozione del Piano di Prevenzione alla Corruzione previsto dall’ANAC (novità).
Per ciò che attiene agli adempimenti/debiti informativi, ogni ente è tenuto a:
• aggiornare la piattaforma regionale secondo i tempi e le modalità ivi stabilite e limitatamente alle informazioni essenziali richieste;
• aggiornamento/caricamento nella piattaforma regionale della documentazione e delle informazioni relative alla compliance richiesta (semplificazione – novità);
• compilare il questionario di self risk assessment;
• partecipare ai momenti formativi e informativi promossi dalla Direzione competente;
• comunicare tempestivamente le variazioni della natura giuridica dell’ente, le operazioni straordinarie, e ogni altro atto o fatto che possa interferire direttamente e indirettamente con la compliance;

Ruolo dell’OdV :

Destinatari delle Linee Guida oltre agli enti sono gli Organismi di Vigilanza nominati nell’ambito della compliance al D.Lgs.231/01. I compiti dell’OdV specificati dalle Linee guida, oltre a quelli già previsti dalla normativa, sono:
• redigere il Piano delle Attività su base annuale;
• redigere la Relazione finale su base annuale;
• partecipare ai momenti formativi e informativi promossi da R.L.;
• identificare una procedura per la gestione dei flussi informativi all’OdV (novità).

Sintesi – novità
Con l’approvazione delle nuove Linee Guida :
• si differenziano gli adempimenti in relazione alle normative applicabili agli enti (L.190/D.Lgs. 231/01);
• si semplificano gli adempimenti in termini di debito informativo (non sembra necessario caricare ad esempio i verbali dell’OdV in piattaforma regionale);
• si rafforza il ruolo dell’OdV per cui è richiesta una procedura di gestione dei flussi informativi.

(fonte: Cristina Ruffoni)

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Alert 231 – nuovi manuali 231 e offerta di lavoro consulenza 231

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Sono stati pubblicati in Alert 231 tre nuovi manuali:
_ Manuale 231 azienda di produzione impianti acustici
_ Manuale 231 azienda che opera con business in Internet
_ Manuale 231 azienda metalmeccanica

un’offerta di lavoro:
_ Avvocato esperto D.lgs 231/01

Maggiori informazioni su www.consulenza231.org

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Decreto 231: la responsabilità amministrativa nei gruppi societari

Sommario
Indicazioni sulla responsabilità amministrativa e sull’adozione dei modelli organizzativi nel contesto dei gruppi societari. Non si può affermare una responsabilità diretta del gruppo societario ai sensi del decreto 231/2001.

Nel nostro ordinamento, benché manchi una “disciplina generale del gruppo”, esistono  “alcuni indici normativi, quali il controllo e il collegamento (art. 2359 c.c.) e la direzione e coordinamento (art. 2497 c.c.) di società, che confermano la rilevanza del fenomeno delle imprese organizzate in forma di gruppo”. Ma l’ordinamento giuridico “considera unitariamente il gruppo solo nella prospettiva economica. Nella prospettiva del diritto, esso risulta privo di autonoma capacità giuridica e costituisce un raggruppamento di enti dotati di singole e distinte soggettività giuridiche”. E dunque, non essendo un ente, un gruppo “non può considerarsi diretto centro di imputazione della responsabilità da reato e non è inquadrabile tra i soggetti indicati dell’art. 1 del decreto 231”: non si può dunque in alcun modo “affermare una responsabilità diretta del gruppo ai sensi del decreto 231”.
 Tuttavia gli enti che compongono il gruppo possono “rispondere in dipendenza dei reati commessi nello svolgimento dell’attività di impresa.

Consulta tutto l’articolo su Alert 231, il servizio di aggiornamento D.lgs 231/01

Come realizzare correttamente un preventivo consulenza D.lgs 231/01

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Come sappiamo la forma spesso è più importante della sostanza, per cui la presentazione di un preventivo di consulenza assume un’importanza fondamentale nel processo di “vendita” del servizio.

In particolare modo questo avviene quando il consulente propone un servizio di consulenza in ambito D.lgs 231/01, in cui spesso occorre confrontarsi con diversi profili aziendali, spesso a digiuno dell’argomento, ma palesemente attenti alla voce costi da sostenere.

In tale contesto la presentazione dell’offerta di consulenza deve essere curata nei dettagli.

Un preventivo di consulenza D.lgs 231/01 deve contenere uno schema delle fasi di lavoro previste, in modo tale da fornire al decisore essenziali elementi di valutazione.

La struttura di un preventivo di consulenza D.lgs 231/01 deve essere articolata nei seguenti argomenti:
_ Individuazione processi
_ Analisi rischi
_ Analisi procedure aziendali
_ Interviste funzioni apicali
_ Elaborazione documenti
_ Formazione
_ Istituzione ODV

Per ogni sezione è bene indicare un breve riassunto delle attività previste e del personale coinvolto e dei vantaggi che ricaverà l’azienda. Sarà inoltre importante stimare l’importo parziale previsto.

Per quanto concerne le modalità di pagamento è consigliabile definire un piano che sia parallelo all’avanzamento dell’attività di consulenza. In tal modo si dovrebbero evitare problematiche di insoluti, che ricordiamo bene, devono essere sempre evitati, anche a costo di interrompere l’attività di consulenza.

Con riferimento alle tariffe da applicare, la principale difficoltà è quella di stimare il tempo necessario per svolgere le varie attività.
Pertanto il preventivo deve essere redatto dopo avere effettuato un sopralluogo in azienda, consultato eventuale documentazione già presente (es. mansionario, organigramma, procedure, ecc) e avere parlato con i responsabili di funzione per verificarne la preparazione e la disponibilità.
Un preventivo serio non viene fatto a forfait ed è bene comunicarlo alla direzione aziendale, ricordando che spesso “chi meno spende più spende”, ovvero a fronte di preventivi concorrenti di importo più basso, si posso evidenziare nel proprio peculiarità quali l’analitica struttura e analisi e quindi una più reale aderenza ai costi effettivamente sostenibili.

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Aggiornamento Alert 231del 19/6/2015

Sono stati inserite le seguenti novità nel servizio Alert 231

 

Convegni
La professione di ingegnere e il D.lgs 231/01

Documenti
La Legge 68/2015 sugli ecoreati e le modifiche al D.Lgs. 231/01
La composizione e i requisiti dell’Organismo di vigilanza
I fondi pensione e il D.lgs. 231/01
Modello 231 per gli investitori previdenziali

Offerte di lavoro
Importante ente pubblico di Roma ricerca il presidente dell’ODV

 

 

Aggiornamento Alert 231 06/06/2015