Archivio
Riforma dei reati ambientali: impatti sul D.lgs. 231/2001 e responsabilità dell’ente
Il Decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 30 luglio 2025 – recante “Disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti e per la bonifica dell’area denominata Terra dei fuochi” – introduce rilevanti novità in materia di responsabilità amministrativa degli enti ex D.lgs. 231/2001, incidendo in particolare sull’art. 25-undecies relativo ai reati ambientali.
1. Estensione dei reati-presupposto ambientali ex art. 25-undecies
Con la riforma, diventano reati-presupposto ai fini della responsabilità dell’ente:
Reati del Codice penale:
- Art. 452-septies c.p. – Impedimento del controllo
- Art. 452-terdecies c.p. – Omessa bonifica
- Art. 452-quaterdecies c.p. – Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (modificato)
In particolare, il delitto di omessa bonifica si affianca alla preesistente contravvenzione di cui all’art. 257 del Codice dell’Ambiente, configurandosi come fattispecie più ampia e sanzionatoria anche nei casi di mancato ripristino ambientale o inosservanza di ordini giurisdizionali o legislativi.
2. Modifiche al Codice dell’Ambiente
Sono introdotti come nuovi reati-presupposto anche i seguenti articoli del D.lgs. 152/2006:
- Art. 255-bis – Abbandono di rifiuti non pericolosi in casi particolari
- Art. 255-ter – Abbandono di rifiuti pericolosi
Inoltre, il preesistente art. 256-bis (Combustione illecita di rifiuti) – già incluso nel Codice dell’Ambiente – diviene formalmente reato-presupposto e subisce modifiche di contenuto.
3. Aggiornamento di articoli già rilevanti ex D.lgs. 231/01
Restano reati-presupposto, ma con modifiche strutturali:
- Art. 256 – Attività di gestione di rifiuti non autorizzata
- Art. 258 – Violazioni documentali (registri, formulari, comunicazioni)
- Art. 259 – ora rubricato Spedizione illegale di rifiuti (in sostituzione di Traffico illecito)
4. Nuova aggravante per attività d’impresa (art. 259-bis)
Viene introdotto l’art. 259-bis, che prevede un aumento di pena fino a un terzo per i reati di cui agli artt. 256, 256-bis e 259 quando commessi nell’ambito dell’attività di impresa o altra attività organizzata. In tali casi, è prevista anche la responsabilità del titolare o del responsabile dell’attività per omessa vigilanza, con l’inattesa e contestabile estensione a tali soggetti delle sanzioni interdittive previste dall’art. 9, co. 2, del D.lgs. 231/01, sebbene queste siano riferibili esclusivamente all’ente e non alla persona fisica.
5. Attenuanti per responsabilità colposa
Il nuovo comma 2-bis dell’art. 25-undecies introduce un’attenuante per l’ente nei casi di responsabilità per colpa nei reati ex artt. 255-bis, 255-ter, 256 e 259, con riduzione delle sanzioni pecuniarie da un terzo a due terzi. Analoga attenuante è prevista anche per le persone fisiche.
6. Sanzioni pecuniarie e limiti massimi
Viene modificato il comma 7 dell’art. 25-undecies con riferimento alle sanzioni interdittive. Si segnala che in due ipotesi (art. 452-sexies e art. 256) la sanzione pecuniaria può giungere fino a 1.200 quote, superando il limite massimo di 1.000 quote previsto dall’art. 10 del D.lgs. 231/2001. Si tratta quindi di un evidente disallineamento normativo da chiarire in sede di conversione o revisione.
7. Estensione dell’amministrazione giudiziaria (art. 34 Codice Antimafia)
Viene esteso l’ambito applicativo delle misure di amministrazione giudiziaria agli enti coinvolti in reati ambientali gravi, includendo:
- Artt. 452-bis, 452-quater, 452-sexies e 452-quaterdecies c.p.
- Artt. 255-ter, 256 (co. 1, 1-bis, 3 e 3-bis), 256-bis, 259 del Codice dell’Ambiente
Tali disposizioni rafforzano l’approccio repressivo nei confronti delle imprese coinvolte in attività criminali ambientali, prevedendo strumenti di controllo analoghi a quelli già applicabili in ambito antimafia.
Aggiornato -> 231 Facile – Kit documentazione Modello 231 editabile

**********************************************************************
231 Facile – Kit documentazione Modello 231 editabile versione 2025” fornisce gli strumenti e modulistica completamente modificabili e personalizzabili utili all’implementazione di un Modello di Organizzazione Gestione e Controllo ex. D.Lgs. 231/01 e all’impostazione dell’attività dell’Organismo di vigilanza 231
🍒Risultati che otterrai con questo prodotto
1) Imposti rapidamente il modello 231 della tua azienda (sistema documentale + organismo di vigilanza 231)
2) Puoi risparmiare sui costi di consulenza necessari avendo già una base documentale su cui sviluppare il modello 231
3) Per i consulenti -> risparmio di tempo nella redazione dei documenti per realizzare modelli 231 e documentazione Organismo di Vigilanza 231
********************************************************************
🍒Il nuovo aggiornamento include:
_ Matrice di rischio 231 – Strumento Excel pronto all’uso per mappare i reati presupposto previsti dal D.Lgs. 231/01, associarli alle aree aziendali coinvolte e valutare il livello di rischio con calcolo automatico.
_ Interviste 231 Parte Speciale – Per ogni gruppo di reati presupposto sono riportate le domande da applicare per la valutazione rischi 231
*********************************************************************
Accedi ai contenuti ->[https://edirama.org/prodotto/231-facile-kit-documentazione-modello-231-editabile/]
Errori ODV 231 – Inadeguata frequenza dei controlli da parte dell’Organismo di Vigilanza
Uno degli elementi fondamentali del D.Lgs. 231/01 è l’attività di controllo periodica dell’Organismo di Vigilanza (OdV) sull’efficacia e l’aggiornamento del Modello Organizzativo. Tuttavia, un errore comune che può compromettere l’intero sistema di prevenzione aziendale è la frequenza insufficiente o irregolare dei controlli. Il monitoraggio deve essere costante e pianificato in modo tale da prevenire tempestivamente qualsiasi criticità o violazione.
Un’adeguata frequenza dei controlli consente all’OdV di individuare i segnali di rischio, aggiornare il Modello Organizzativo in base a nuove normative o cambiamenti interni all’azienda, e verificare che tutte le misure preventive siano effettivamente applicate. La mancanza di una sorveglianza regolare rischia di vanificare gli sforzi aziendali nel mantenere un Modello Organizzativo conforme ed efficace.
L’importanza della regolarità nei controlli
L’OdV deve garantire una vigilanza continua e non sporadica. Il D.Lgs. 231/01 non definisce una cadenza specifica per i controlli, ma si aspetta che questi siano proporzionati alla natura e alla complessità dell’azienda. Ecco alcuni principi che regolano la necessità di controlli regolari:
- Monitoraggio costante: L’OdV deve verificare con continuità il rispetto delle procedure e delle misure preventive, valutando periodicamente l’efficacia del Modello Organizzativo.
- Aggiornamento del Modello: I controlli periodici permettono di identificare eventuali aggiornamenti o modifiche da apportare al Modello Organizzativo in relazione ai cambiamenti normativi, tecnologici, o operativi dell’azienda.
- Prevenzione tempestiva: Un controllo frequente garantisce che eventuali criticità o violazioni vengano rilevate prima che possano causare danni significativi, limitando così i rischi di sanzioni e reputazionali.
Errori comuni nella frequenza dei controlli
- Controlli sporadici o saltati: In molte aziende, i controlli vengono svolti in maniera sporadica, spesso solo quando si avvicina una verifica esterna o in seguito a un incidente, piuttosto che su base regolare.
- Mancanza di pianificazione: Senza un piano di controllo definito e ben organizzato, l’OdV rischia di trascurare aree importanti dell’azienda, concentrandosi solo su aspetti superficiali o marginali.
- Sottovalutazione dei rischi emergenti: Controlli troppo distanziati nel tempo potrebbero non essere efficaci nel prevenire nuovi rischi emergenti, come l’introduzione di tecnologie innovative o l’apertura a nuovi mercati.
- Assenza di follow-up: Anche quando i controlli vengono effettuati, la mancanza di un follow-up efficace per verificare che le azioni correttive siano state adottate può vanificare l’intero processo di vigilanza.
Caso pratico
Un’azienda nel settore della logistica implementa il Modello Organizzativo 231, affidando all’OdV il compito di vigilare sulla sua corretta applicazione. Tuttavia, i controlli vengono effettuati solo una volta l’anno, in occasione del bilancio annuale, e si limitano a verificare la conformità documentale, senza ispezioni sui processi operativi. Nel frattempo, l’azienda decide di espandersi in nuovi mercati, senza aggiornare il Modello Organizzativo né adeguare i controlli alle nuove realtà commerciali. Dopo due anni, emerge un caso di corruzione relativo a fornitori esteri, che l’OdV non aveva rilevato. Durante l’inchiesta, si scopre che i controlli erano stati troppo rari e limitati, esponendo l’azienda a rischi non identificati.
Lezione appresa
Il caso dimostra come la mancanza di una sorveglianza regolare e mirata possa comportare l’insorgere di rischi imprevisti, soprattutto in aziende in espansione o in cambiamento. I controlli devono essere proporzionati alla complessità e alla crescita dell’azienda, con particolare attenzione ai rischi emergenti. L’OdV deve pianificare controlli periodici più frequenti e approfonditi, soprattutto in situazioni di cambiamento, per garantire che il Modello Organizzativo sia sempre aggiornato e operativo.
Come migliorare la frequenza dei controlli
- Pianificazione periodica: Definire un calendario di controlli regolari, che copra tutte le aree a rischio dell’azienda.
- Controlli mirati: Oltre ai controlli generali, prevedere verifiche specifiche su nuove attività, processi o aree che presentano un rischio maggiore.
- Monitoraggio continuo: Implementare strumenti di monitoraggio continuo per identificare in tempo reale potenziali criticità, soprattutto nei settori più a rischio.
- Follow-up sistematico: Verificare regolarmente che le azioni correttive individuate durante i controlli siano state effettivamente implementate.
L’efficacia del Modello 231 dipende in gran parte dalla regolarità e dall’adeguatezza dei controlli svolti dall’OdV. Pianificare e condurre controlli frequenti, mirati e completi permette all’azienda di prevenire rischi, mantenere il Modello aggiornato e limitare la possibilità di violazioni. La frequenza dei controlli non deve mai essere sottovalutata: un monitoraggio sporadico o insufficiente può esporre l’azienda a sanzioni e danni reputazionali significativi.
Fare 231 – Modello 231 per strutture sanitarie private
Alert231.it – Le ultime novità professionali sul D.lgs #231/01
🍓Ad oggi sono consultabili in Abbonamento 710 articoli, post, documenti, ecc. sul D.lgs 231/01, #modello231, attività #Organismodivigilanza 231.
▶️Fare 231 – Modello 231 per strutture sanitarie private
E’ disponibile nella sezione Documenti riservati agli abbonati, una ricca raccolta di documenti per realizzare il modello 231 nelle strutture sanitarie private.
_ Guida per realizzare il modello 231 nelle strutture sanitarie private – 58 pagine in formato pdf
_ Esempi parti speciali specifiche costituita da 13 file in formato Ms word
_ Applicativo in formato Excel, che facilita la ricerca dettagliata per reato, processo, attività sensibile o per principi di comportamento, divieti e doveri adottati.
_ Esempio procedura per la gestione dei flussi informativi da e verso l’Organismo di Vigilanza – formato Ms word
Alert231.it – 3 aggiornamenti inerenti il D.lgs #231/01
Alert231.it – 3 aggiornamenti inerenti il D.lgs #231/01
Ad oggi sono consultabili in Abbonamento 704 articoli, post, documenti, ecc. sul D.lgs 231/01, #modello231, attività #Organismodivigilanza231.
🍓Sentenza assoluzione ente per idoneità modello 231
🍓ODV 231 pratica – 10 domande da porre al Responsabile risorse umane in occasione dell’audit modello 231
🍓Sentenza – Nomina del difensore dell’ente da parte del rappresentante legale indagato
Nuovo Report per gli audit dell’ODV 231
Abbiamo pubblicato un nuovo strumento di grande utilità per Presidente e componenti organismi di vigilanza D.lgs 231/01, ma anche per consulenti sicurezza del lavoro, DPO, privacy, compliance manager, ecc.
La guida 80 domande dell’ODV D.lgs 231/01 ai Responsabili di funzione, uno strumento molto utile per realizzare in modo veloce completo gli audit periodici dei modello 231.
Per 8 tipologie di responsabili di funzione, la guida propone 10 quesiti indispensabili che l’ODV 231 deve rivolgere per individuare eventuali aspetti sanzionabili o non conformità in ambito D.lgs 231/01.
La guida 80 domande dell’ODV D.lgs 231/01 ai Responsabili di funzione è disponibile nei seguenti prodotti:
_ Raccolta check list per l’Organismo di vigilanza D.lgs 231/01 versione 10.0.24
_ Corso online Esperto Membro ODV 231
_ Kit ODV 231 – la suite di strumenti operativi per l’Organismo di vigilanza
_ Ai nuovi abbonati ad alert231.it CLICCA QUI.
Come fare 231 – Scopri la sezione operativa di Alert231.it
Alert231.it – Aggiornamento settimanale sul D.lgs 231/01
▶️Ad oggi sono consultabili 625 articoli, post, documenti, ecc. sul D.lgs 231/01, #modello231, attività Organismo di vigilanza 231.
▶️Scopri i contenuti della sezione Come fare 231 con 123 post pubblicati, in cui sono risolti casi pratici per realizzare i modelli 231 e gestire l’attività dell’organismo di vigilanza 231
▶️ Clicca qui ->[https://www.alert231.it/category/come-fare-231/]
231 Pratica – Un case history relativo a reati tributari e modello 231. Elementi di esonero responsabilità ente
231 Pratica – Un case history relativa a reati tributari e modello 231.
Un’azienda ha contabilizzato inconsapevolmente operazioni inesistenti. Ai fini della responsabilità amministrativa D.lgs 231/01, occorre valutare:
_ presenza di alert di rischio
_ presenza di elementi di buona fede dell’acquirente.
Presenza di alert di rischio
Costituiscono precisi alert di rischio dell’operazione, i seguenti indicatori:
_ assenza di una sede effettiva del fornitore
_ assenza riscontrata di idonea organizzazione (uomini e mezzi)
_ assenza di documenti che comprovino il trasporto della merce
_ presenza di contatti commerciali totalmente estranei all’impresa fornitrice
_ presenza di pagamento in contanti o di pagamenti non tracciati
Presenza di elementi di buona fede dell’acquirente
…..[continua su www.alert231.it]
Alert231.it – aggiornamento D.lgs 231/01
Sono stati pubblicati su www.alert231.it due aggiornamenti inerenti il D:lgs 231/01
Pubblicati su www.alert231.it gli ultimi aggiornamenti inerenti il D.lgs 231/01
Pubblicati su http://www.alert231.it gli ultimi aggiornamenti inerenti il D.lgs 231/01










