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Alert231.it – Le ultime novità inerenti il D.lgs 231/01 – 19/12/2025
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🍒Linee guida ANAC 2025 sul whistleblowing – in sintesi
🍒Bandi per ODV 231 – 3 bandi aperti con compensi fino a 36.000 euro
🍒Prompt 231 – Analisi intelligente dei verbali di audit 231, pronta per l’OdV
Alert231.it – Le ultime novità inerenti il D.lgs 231/01 – 19/11/2025
Alert231.it – Le ultime novità inerenti il D.lgs 231/01 pubblicate su http://www.alert231.it – 19/11/2025
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231 Tools nuovo contenuto – Check list Verifica sistemi di intelligenza artificiale e impatti sul Modello 231
Interazione tra AI Act e responsabilità da D.Lgs. 231/2001
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JOB 231 – Opportunità professionale per Avvocato con esperienza in ambito D.lgs 231/01
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Aggiornato il software Flussi 231 manager ad uso dell’ODV 231
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Sentenza Cassazione -> Incompatibilità del legale rappresentante indagato
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Bando incarico ODV 231 – Sede ente: Nord Italia – Compenso: 9.000 euro
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Bando incarico ODV 231 – Sede ente: Centro Italia – Compenso: 39.000 euro
Il compenso professionale del consulente per aggiornare il Modello 231 ai nuovi reati ambientali del DL 116/2025 “Terra dei Fuochi”
La nuova sfida per i consulenti 231
Il Decreto Legge 116/2025– cosiddetto “Terra dei Fuochi” ha introdotto nuovi reati ambientali nel catalogo 231. Ogni impresa che abbia adottato un Modello di organizzazione e gestione (MOG 231) dovrà aggiornare la propria documentazione, la parte speciale ambientale e il sistema di controlli interni.
Per i consulenti si tratta di un’opportunità concreta: centinaia di aziende, dalle PMI alle grandi imprese industriali, saranno obbligate a richiedere l’aggiornamento.
Quanto tempo costa un aggiornamento “da zero”
Un consulente che prepara ex novo la parte speciale ambientale deve:
- analizzare i nuovi reati e i rischi correlati;
- mappare i processi aziendali coinvolti (smaltimento rifiuti, emissioni, scarichi, rifiuti pericolosi, ecc.);
- redigere procedure e protocolli di controllo;
- aggiornare il sistema disciplinare e il flusso informativo con l’OdV.
Tempo medio stimato: 30–40 ore di lavoro (tra studio, redazione e revisione).
Tariffa oraria media di un consulente 231: 80–120 €.
Costo complessivo per l’azienda: 2.400 – 4.800 € solo per l’aggiornamento ambientale.
Kit Aggiornamento Modello 231 – Reati Ambientali (DL 116/2025)
Il vantaggio del Kit Edirama
Per ridurre tempi e costi, Edirama ha sviluppato il Kit Aggiornamento Modello 231 – Reati ambientali (DL 116/2025 “Terra dei Fuochi”).
Il kit contiene:
- Parte speciale già aggiornata in formato Word, personalizzabile;
- Checklist operative per OdV e consulenti;
- Procedure tipo da integrare nel sistema aziendale;
- Guida all’implementazione passo passo.
Esempio numerico:
- Un consulente con 5 clienti deve aggiornare tutti i modelli.
- Preparare da zero ogni aggiornamento = 5 × 30 ore = 150 ore di lavoro.
- Con il kit, ogni aggiornamento richiede 6–8 ore di adattamento = 40 ore totali.
Risparmio: 110 ore di lavoro.
Valore economico: 110 ore × 100 €/h = 11.000 € di tempo liberato.
In pratica, il kit permette al consulente di seguire più clienti in meno tempo, aumentando i margini di guadagno e la competitività sul mercato.
Quanto chiedere per l’aggiornamento del Modello 231 – esempi pratici per 10 tipologie di aziende italiane
[Sezione riservata agli abbonati Alert231.it]
Aggiornamento D.lgs 231/01 – DL “Terra dei Fuochi” – reati ambientali – Perché aggiornare solo la Parte Speciale 231 è un errore fatale
L’entrata in vigore del Decreto “Terra dei Fuochi” (luglio 2025) ha introdotto nuovi reati ambientali nel catalogo 231. La reazione tipica di molti consulenti è stata: aggiornare la Parte Speciale del Modello 231 e archiviare la pratica.
Ma questo approccio rischia di trasformarsi in un errore fatale.
Il falso mito dell’aggiornamento “documentale”
La convinzione più diffusa è che un Modello 231 aggiornato sulla carta equivalga a un Modello efficace.
In realtà, limitarsi a integrare le nuove fattispecie di reato nella Parte Speciale significa:
- non considerare l’impatto reale sui processi aziendali,
- trascurare la necessità di nuovi flussi informativi,
- lasciare scoperta l’attività di vigilanza dell’OdV.
Il vero rischio: i flussi informativi
I reati ambientali introdotti dal DL “Terra dei Fuochi” riguardano aspetti che spesso si annidano in attività quotidiane e trasversali (gestione rifiuti, appalti, subappalti, controlli interni).
Se i flussi informativi non vengono aggiornati, l’OdV rischia di non ricevere i segnali d’allarme necessari.
Risultato: Modello aggiornato “sulla carta” ma inefficace nella sostanza.
Cosa fare davvero (3 azioni pratiche)

Fare ODV 231 – Errori nell’individuazione dei membri dell’Organismo di Vigilanza con caso pratico
L’Organismo di Vigilanza (OdV) è una delle componenti fondamentali previste dal D.Lgs. 231/01 per la prevenzione dei reati all’interno delle aziende. La sua efficacia dipende in larga misura dalla composizione e dalle competenze dei suoi membri. Tuttavia, uno degli errori più comuni e pericolosi è proprio l’individuazione inadeguata dei soggetti che devono far parte di questo organismo. Se non scelti con cura, i membri dell’OdV possono non essere in grado di svolgere la loro funzione di controllo in modo efficiente e imparziale, mettendo a rischio l’intero sistema di prevenzione aziendale.

Requisiti per i membri dell’OdV
Per garantire un’efficace attività di controllo, i membri dell’OdV devono possedere alcune caratteristiche fondamentali:
- Indipendenza: Devono essere liberi da influenze e pressioni aziendali, affinché le loro decisioni siano obiettive e imparziali.
- Professionalità: È essenziale che abbiano conoscenze tecniche adeguate sui processi aziendali, sui rischi legali e normativi, e sulle modalità di prevenzione dei reati previsti dal decreto.
- Onorabilità: La reputazione professionale e morale dei membri è fondamentale, perché rappresentano una figura di garanzia all’interno dell’azienda.
Questi tre requisiti non sono solo teorici, ma pratici. Sottovalutare uno di essi può compromettere la credibilità dell’OdV e quindi la sua efficacia.
Gli errori più comuni nella scelta dei membri dell’OdV
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I Contrasti tra l’Organismo di Vigilanza D.lgs 231/01 e i Responsabili di Funzione durante gli Audit: Cause, Gestione e Soluzioni. 10 esempi pratici.
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Le novità professionali sul D.lgs 231/01 – Ultimo aggiornamento
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▶️I Contrasti tra l’Organismo di Vigilanza D.lgs 231/01 e i Responsabili di Funzione durante gli Audit: Cause, Gestione e Soluzioni. 10 esempi pratici.
L’Organismo di Vigilanza (OdV), istituito dal Decreto Legislativo 231/2001, ha il compito cruciale di monitorare l’efficace implementazione e il rispetto del modello di organizzazione e gestione adottato dalle aziende per prevenire la commissione dei reati previsti dalla normativa.
Durante gli audit, tuttavia, possono sorgere contrasti con i responsabili di funzione, che possono compromettere l’efficacia del controllo e della supervisione. Questo articolo esamina i principali contrasti che possono insorgere, suggerisce strategie per affrontarli e fornisce esempi pratici di risoluzione.
Cause dei Contrasti
Percezione di Controllo eccessivo: I responsabili di funzione potrebbero sentirsi eccessivamente controllati o scrutinati.…..
Differenze di Priorità: L’OdV è focalizzato sulla conformità normativa, mentre i responsabili di funzione possono essere più orientati ai risultati operativi.
Mancanza di Comprensione del Modello 231: I responsabili di funzione potrebbero non comprendere appieno le implicazioni del Decreto 231 e del modello adottato.
Resistenza al Cambiamento: L’introduzione di nuove procedure o controlli può essere vista come un ostacolo alle attività quotidiane.
Comunicazione Inefficace: La mancanza di una comunicazione chiara e trasparente può portare a malintesi e conflitti.
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Video 231 – Come realizzare correttamente i preventivi di consulenza per redigere i modelli 231
La realizzazione di un preventivo di consulenza per redigere il modello 231 richiede un approccio dettagliato e accurato, considerando diversi criteri cruciali. In questo video trovi utili consigli operativi! Buona consultazione
Ti segnaliamo il software Preventivo 231 per realizzare correttamente i preventivi di consulenza 231
Come scegliere i membri dell’Organismo di Vigilanza ai sensi del D.lgs 231/01
“Come scegliere i membri dell’Organismo di Vigilanza ai sensi del D.lgs 231/01”.
L’Organismo di Vigilanza è una figura fondamentale nell’ambito della compliance aziendale, in quanto ha il compito di vigilare sull’applicazione del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOGC) ai sensi del D.lgs 231/01. La scelta dei membri dell’Organismo di Vigilanza è un passaggio cruciale per assicurare l’efficacia del sistema di compliance aziendale, poiché essi devono possedere specifiche competenze e qualifiche, oltre che un’indipendenza e un’imparzialità indispensabili per svolgere al meglio il loro ruolo.[product id=”1325″]Ma come scegliere i membri dell’Organismo di Vigilanza? Quali sono i requisiti fondamentali da valutare per individuare i candidati più idonei? Ecco alcuni suggerimenti utili per la scelta dei membri dell’Organismo di Vigilanza ai sensi del D.lgs 231/01.
- Conoscenza della normativa: i membri dell’Organismo di Vigilanza devono avere una buona conoscenza della normativa in materia di reati aziendali e di MOGC. La conoscenza delle leggi e delle procedure è fondamentale per svolgere il proprio ruolo in modo efficace e garantire la conformità alle disposizioni normative.Esperienza professionale: è importante selezionare candidati che abbiano maturato una significativa esperienza professionale nell’ambito del diritto, dell’economia o della finanza. L’esperienza professionale consente ai membri dell’Organismo di Vigilanza di analizzare le situazioni in modo critico e di prendere decisioni informate.Indipendenza: i membri dell’Organismo di Vigilanza devono essere indipendenti dall’azienda, dal management e dai dipendenti. Essi devono agire con imparzialità e senza alcun conflitto di interesse. L’indipendenza è un elemento cruciale per garantire la credibilità e l’efficacia dell’Organismo di Vigilanza.
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ODV 231 pratica – Quali sono i flussi informativi relativi ai reati sicurezza del lavoro che l’Organismo di vigilanza deve attivare?
I flussi informativi verso l’Organismo di Vigilanza previsto dal D.lgs. 231/01 riguardanti la sicurezza sul lavoro sono fondamentali per garantirne l’efficacia.
Questi flussi includono informazioni sui cambiamenti aziendali che influiscono sulla sicurezza, sulle deleghe e sulla struttura aziendale, sul piano di formazione, sugli infortuni e le segnalazioni dei lavoratori, sul sistema premiale, sui procedimenti disciplinari e sulle contestazioni ricevute dagli organi di controllo.
Queste informazioni sono cruciali per garantire che l’Organismo di Vigilanza possa svolgere il suo compito in modo efficiente.
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LE INDAGINI DELL’ORGANISMO DI VIGILANZA SENZA VIOLARE LA PRIVACY: COME FARLE
LE INDAGINI DELL’ORGANISMO DI VIGILANZA SENZA VIOLARE LA PRIVACY: COME FARLE
L’Organismo di vigilanza 231 si trova nella Sua attività di indagine verifica/audit reati presupposto previsti dal D.lgs 231/01, ad affrontare frequentemente il tema privacy, dovendo mediare tra l’esigenza di ricercare informazioni (talvolta con accesso a dati personali) e la necessità di applicazione del principio della minimizzazione.
Nell’attività di indagine i membri dell’ODV vengono a conoscenza di informazioni “sensibili”, il cui vincolo di riservatezza è chiaramente riportato nel mandato di incarico e allo stesso tempo è garantita la loro indipendenza dall’Alta direzione, per svolgere le loro funzioni in modo corretto. Tale condizione è espressamente prevista nell’art.6 comma 2bis del D.lgs 231/01 in cui si parla di garantire la riservatezza dei dati del segnalante
Ma come deve trattare l’ODV i dati che si trova a gestire nella Sua attività? Quali misure preventive e di controllo deve applicare al fine di non violare i requisiti del Reg. Ue 2016/679?
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