Le ultime novità inerenti il D.lgs 231/01 pubblicate su www.alert231.it – 26/9/2025

Alert231.it – Le ultime novità inerenti il D.lgs 231/01 pubblicate su http://www.alert231.it – 26/9/2025
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🍒231 Tools nuovo contenuto – Check list Comunicazione e Formazione – Modello 231
🍒I cinque errori che l’OdV 231 deve evitare nel confrontarsi con la Direttiva NIS 2
🍒 Due nuovi software per gli audit dell’Organismo di vigilanza 231
🍒Bando carico ODV 231 – Sede ente: Nord Italia

Nuovo software per gestire gli audit 231 relativi alla Direttiva UE NIS 2

OdV 231 e Direttiva NIS 2: sei pronto al nuovo livello di vigilanza?

La Direttiva UE NIS 2 ha introdotto obblighi stringenti in materia di sicurezza informatica.
Per gli Organismi di Vigilanza ex D.Lgs. 231/01 questo significa una cosa:
non basta più vigilare su procedure “tradizionali”, serve dimostrare controlli cyber documentati, tracciabili, verificabili.

Per questo abbiamo sviluppato il nuovo Software per ODV 231 – Audit Direttiva UE NIS 2 (MS Access, Windows – licenza annuale).

Con questo strumento l’OdV può:
_ Utilizzare una checklist NIS 2 già pronta e personalizzabile
_ Registrare storico verifiche con esito SI/NO e note
_ Generare report per data o intervallo → subito allegabili ai verbali OdV
_ Importare checklist direttamente da Excel in pochi click

_Risultato: meno tempo perso, più evidenze strutturate e massima compliance in sede di audit o ispezioni.

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Aggiornamento D.lgs 231/01 – 18/9/2025

Gli errori che l’Organismo di vigilanza deve evitare nell’utilizzare le checklist 

Il D.Lgs 231/01 ha introdotto nel nostro ordinamento un sistema di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, aziende e associazioni, mirato a prevenire reati commessi in loro interesse o vantaggio. Una delle colonne portanti di questo sistema è l’Organismo di Vigilanza (OdV), responsabile di sorvegliare, monitorare e assicurare l’effettiva attuazione e osservanza dei Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo.

Le checklist sono spesso utilizzate come strumento per guidare e standardizzare il processo di vigilanza. Tuttavia, se mal utilizzate o strutturate in modo non adeguato, possono diventare controproducenti. Ecco alcuni errori comuni da evitare:

Continua ->https://edirama.org/gli-errori-da-evitare-nellutilizzare-le-checklist-per-lorganismo-di-vigilanza-secondo-il-d-lgs-231-01/

Aggiornamento Alert231.it – 10/9/2025

Il compenso professionale del consulente per aggiornare il Modello 231 ai nuovi reati ambientali del DL 116/2025 “Terra dei Fuochi”

La nuova sfida per i consulenti 231

 

Il Decreto Legge 116/2025– cosiddetto “Terra dei Fuochi” ha introdotto nuovi reati ambientali nel catalogo 231. Ogni impresa che abbia adottato un Modello di organizzazione e gestione (MOG 231) dovrà aggiornare la propria documentazione, la parte speciale ambientale e il sistema di controlli interni.

Per i consulenti si tratta di un’opportunità concreta: centinaia di aziende, dalle PMI alle grandi imprese industriali, saranno obbligate a richiedere l’aggiornamento.

 


 

Quanto tempo costa un aggiornamento “da zero”

 

Un consulente che prepara ex novo la parte speciale ambientale deve:

  • analizzare i nuovi reati e i rischi correlati;
  • mappare i processi aziendali coinvolti (smaltimento rifiuti, emissioni, scarichi, rifiuti pericolosi, ecc.);
  • redigere procedure e protocolli di controllo;
  • aggiornare il sistema disciplinare e il flusso informativo con l’OdV.

 

Tempo medio stimato: 30–40 ore di lavoro (tra studio, redazione e revisione).

Tariffa oraria media di un consulente 231: 80–120 €.

Costo complessivo per l’azienda: 2.400 – 4.800 € solo per l’aggiornamento ambientale.

 


Kit Aggiornamento Modello 231 – Reati Ambientali (DL 116/2025)

 

 

Il vantaggio del Kit Edirama

Per ridurre tempi e costi, Edirama ha sviluppato il Kit Aggiornamento Modello 231 – Reati ambientali (DL 116/2025 “Terra dei Fuochi”).

Il kit contiene:

 

  • Parte speciale già aggiornata in formato Word, personalizzabile;
  • Checklist operative per OdV e consulenti;
  • Procedure tipo da integrare nel sistema aziendale;
  • Guida all’implementazione passo passo.

Esempio numerico:

  • Un consulente con 5 clienti deve aggiornare tutti i modelli.
  • Preparare da zero ogni aggiornamento = 5 × 30 ore = 150 ore di lavoro.
  • Con il kit, ogni aggiornamento richiede 6–8 ore di adattamento = 40 ore totali.

 

Risparmio: 110 ore di lavoro.

Valore economico: 110 ore × 100 €/h = 11.000 € di tempo liberato.

In pratica, il kit permette al consulente di seguire più clienti in meno tempo, aumentando i margini di guadagno e la competitività sul mercato.

 


Quanto chiedere per l’aggiornamento del Modello 231 – esempi pratici per 10 tipologie di aziende italiane

 

[Sezione riservata agli abbonati Alert231.it]

Modelli 231 bocciati dai giudici: ecco gli errori più gravi

Sempre più sentenze censurano i Modelli 231 perché standardizzati, non aggiornati o sconosciuti in azienda.
Tra le worst practice riscontrate:
 Modelli “copia & incolla”
Assenza di risk assessment
 Organismi di Vigilanza solo formali
 Dipendenti mai formati sul Modello
 Mancanza di protocolli e controlli specifici

Senza un modello vivo, personalizzato e condiviso, l’ente resta privo di protezione in caso di procedimento penale.

Leggi l’articolo completo con tutte le sentenze commentate su www.alert231.it

Aggiornamento D.lgs 231/01 – DL “Terra dei Fuochi” – reati ambientali – Perché aggiornare solo la Parte Speciale 231 è un errore fatale

L’entrata in vigore del Decreto “Terra dei Fuochi” (luglio 2025) ha introdotto nuovi reati ambientali nel catalogo 231. La reazione tipica di molti consulenti è stata: aggiornare la Parte Speciale del Modello 231 e archiviare la pratica.
Ma questo approccio rischia di trasformarsi in un errore fatale.


Il falso mito dell’aggiornamento “documentale”

La convinzione più diffusa è che un Modello 231 aggiornato sulla carta equivalga a un Modello efficace.
In realtà, limitarsi a integrare le nuove fattispecie di reato nella Parte Speciale significa:

  • non considerare l’impatto reale sui processi aziendali,
  • trascurare la necessità di nuovi flussi informativi,
  • lasciare scoperta l’attività di vigilanza dell’OdV.

Il vero rischio: i flussi informativi

I reati ambientali introdotti dal DL “Terra dei Fuochi” riguardano aspetti che spesso si annidano in attività quotidiane e trasversali (gestione rifiuti, appalti, subappalti, controlli interni).
Se i flussi informativi non vengono aggiornati, l’OdV rischia di non ricevere i segnali d’allarme necessari.
Risultato: Modello aggiornato “sulla carta” ma inefficace nella sostanza.


Cosa fare davvero (3 azioni pratiche)

Aggiornamento alert231.it – Novità D.lgs 231/01

📢 Settembre è alle porte: sei pronto con il tuo Modello 231 aggiornato?

Il DL “Terra dei Fuochi” (30/7/25, G.U. 9/8/25) ha introdotto nuovi reati ambientali che richiedono l’aggiornamento immediato dei Modelli 231.

👉 Se sei consulente, componente OdV o professionista 231, non aspettare settembre:
✅ Scarica subito il Kit aggiornamento Modello 231 già pronto in formato Word
✅ Ricevi le checklist operative per audit e controlli OdV
✅ Evita rischi e sanzioni con l’adeguamento immediato

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💡 Consiglio: chi arriva preparato oggi, a settembre sarà già operativo con i clienti.