Nuovi documenti pubblicati in Alert 231

Nell’area Alert 231 abbiamo pubblicato:
_ il modello 231 sintetico di una società farmaceutica
_ un case studio sulla realizzazione e applicazione del D.lgs 231/01 in ambito bio-medico
_ articolo: Modelli 231 ed enti no profit
_ tabella reati presupposto aggiornata a luglio 2016

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D.lgs 231/2001: etica aziendale e protezione dei dati personali

È ormai corrente la espressione anglosassone “whistleblowers”, vale a dire suonatori di fischietto, per fare riferimento a dipendenti o soggetti, per lo più interni all’azienda, che segnalano anomalie e illegalità che avvengono all’interno dell’azienda stessa. Il caso clamoroso di Edgard Snowden, che ha segnalato e diffuso attività di intercettazione su larga scala, condotte dalla central intelligence agency, ne rappresentano un esempio clamoroso.

Tuttavia esistono anche casi meno vistosi, ma altrettanto significativi, come ad esempio il caso che vide coinvolti tre dipendenti delle ferrovie dello Stato, che avevano segnalato problemi di manutenzione sulla rete ferroviaria. I tre dipendenti decisero di rivolgersi alla trasmissione Report perché le loro segnalazioni, utilizzando i canali interni della società, non avevano avuto alcun riscontro.

Appare evidente che nella raccolta e nella gestione di questo tipo di segnalazioni possono essere coinvolti dati personali, anche sensibili, che rientrano senz’altro nel campo di protezione offerta dal nuovo regolamento dell’unione europea 2016/679. È in questo contesto che diventa preziosa una recentissima pubblicazione del supervisore europeo per la protezione dati personali, Giovanni Buttarelli, che ha dato indicazioni sulle modalità con cui è possibile proteggere e trattare i dati personali, acquisiti in questo specifico contesto.

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Ad esempio, deve essere garantita la protezione dei dati del segnalatore, per evitare che egli rifugga dall’avanzare preziose segnalazioni, per timore di essere sottoposto a rappresaglie o comunque essere pubblicamente svillaneggiato dai colleghi, che non ci metterebbero più di un minuto a classificarlo come una spia!

Parimenti, i dati delle persone coinvolte nella segnalazione debbono essere protetti con grande attenzione, per il semplice fatto che, almeno finché l’esame della segnalazione non è stato portato a termine, potrebbe anche darsi che non si ravvisino elementi che possano portare all’avvio di una procedura disciplinare o addirittura ad una denuncia alla magistratura inquirente.

Ecco perché, nell’elaborare un codice etico ed in particolare nell’elaborare le procedure che permettono di ricevere segnalazioni di comportamenti potenzialmente illeciti, occorre prestare estrema attenzione alle modalità con cui vengono raccolti e trattati i dati personali di tutti i soggetti coinvolti.

La autorevolezza di chi ha emesso questo documento, che per la verità è indirizzato specificamente alle istituzioni europee, ma che indubbiamente dà preziose indicazioni a chiunque si occupi di dati personali, fa sì che esso possa essere ritenuto una sorta di “norma europea” nel settore, assumendo così la statura di un documento che indica prescrizioni conformi alla regola d’arte.

Il documento è disponibile nella sezione Alert 231

Fonte: www.puntosicuro.it

Bando incarico organismo di vigilanza

Ente pubblico provincia di **** regione Lombardia ha pubblicato un bando per incarico organismo di vigilanza scadenza 29/7/2016

Puoi consultare il bando da Alert 231

L´evoluzione del Decreto 231 – da Il Sole 24 Ore SPA

Documento – Principi di redazione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D. Lgs. #231/2001

Continua la collaborazione tra il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed esperti Contabili e la Fondazione Nazionale dei commercialisti: il 7 luglio 2016, è stato pubblicato un importante documento sui “Principi di redazione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D. Lgs. 231/2001”.
Scaricalo subito dall’area Alert 231

Selezione pubblica per conferimento di componente organismo di vigilanza ex D.lgs 231/01

 

Ente pubblico provincia di Brescia ha pubblicato bando per conferimento di componente organismo di vigilanza ex D.lgs 231/01 – scadenza 13/7/2016

Iscriviti al servizio Alert versione FULL  per accedere alla documentazione del bando.

 

 

Ne bis in idem – archiviazione di un procedimento penale

Un indagato può essere nuovamente sottoposto a indagini in uno Stato Schengen qualora la precedente attività investigativa, avviata in altro Paese, sia terminata senza un´istruzione approfondita.

Questo il principio enunciato dalla Corte di Giustizia dell´Unione europea, causa C-486/14, interrogata da un Tribunale nazionale circa l´effettiva portata del principio del ne bis in idem in riferimento all´archiviazione di un procedimento penale.

Fonte: aodv231.it/

Il D.Lgs. 231/01 nel nuovo Codice degli Appalti

Il nuovo Codice degli appalti e delle concessioni di cui al D.Lgs. n. 50 del 18 aprile 2016 è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il 19 aprile ed è entrato in vigore nella medesima data.
L’articolo 93 del nuovo Codice, in tema di garanzie per la partecipazione alle procedure di gare pubbliche, stabilisce che nei contratti di lavori, servizi e forniture, l’importo della garanzia e del suo eventuale rinnovo è ridotto del 30% per gli operatori economici in possesso di una certificazione del Sistema di gestione a tutela della Sicurezza e Salute dei Lavoratori e/o dell’ attestazione del Modello Organizzativo Gestionale, ai sensi del Decreto Legislativo n. 231/2001.

D.Lgs. 231/2001: i modelli organizzativi e il risk management

Consigli per l’attività di formazione in materia di D.Lgs. 231/01

La formazione è considerata uno degli elementi maggiormente incisivi al fine di favorire la diffusione dellaconoscenza del Decreto e delle procedure da adottare per adempiere alle previsioni del Modello ex D.Lgs.231/01.

Il D.Lgs. 231/01 non istituisce direttamente in capo all’ente un obbligo di formazione verso i dipendentie i dirigenti. Tuttavia, sebbene non identificata esplicitamente dal legislatore come componente essenziale di un Modello, la formazione del personale è una delle principali modalità per dare efficace attuazione al Modello stesso.

Sul tema della formazione è intervenuto il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, conl’ordinanza 20 settembre 2004, ribadendo che il compito della formazione “è quello di assicurare una adeguata conoscenza, comprensione ed applicazione del Modello da parte dei dipendenti e dei dirigenti”.
L’erogazione della formazione deve essere differenziata “a seconda che la stessa si rivolga ai dipendenti nella loro generalità, ai dipendenti che operino in specifiche aree di rischio, all’organo di vigilanza ed ai preposti al controllo interno”. Il Modello deve inoltre prevedere “il contenuto dei corsi, la loro frequenza, l’obbligatorietà della partecipazione ai programmi di formazione” e adeguati “controlli di frequenza e di qualità sul contenuto dei programmi di formazione”.

Laa formazione del personale aziendale sul D.Lgs. 231/01 e sui contenuti del Modello può essere strutturata attraverso sessioni dirette in aula e corsi dedicati nella modalità e-learning, prevedendo in molti casi una larga base di personale coinvolto (con un conseguente sforzo organizzativo). La periodicità della formazione coincide normalmente con gli aggiornamenti o le integrazioni normative, evidenziandosi comunque archi temporali alquanto ravvicinati, in relazione alle numerose aggiunte di reati presupposto avvenute dalle origini del D.Lgs.231/01 ad oggi, e alle conseguenti modifiche/integrazioni del Modello.

I criteri per certificare l’avvenuta formazione possono prevedere, oltre ai fogli presenza firmati per icorsi d’aula, anche le ricevute di ritorno dell’avvenuta diffusione del Modello e le evidenze informatiche della partecipazione ai corsi e-learning, con il relativo attestato di superamento dei test di comprensione. Il test di comprensione finale (con punteggio minimo) consente di accertare l’efficacia della formazione erogata.