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Archive for the ‘Anticorruzione’ Category

L’ANAC e la tutela dei whistleblowers

Pubblicato il documento “L’ANAC e la tutela dei whistleblowers: dalla dichiarazione di nullità della misura ritorsiva alla sanzione inflitta al responsabile”, un breve resoconto dell’attività sanzionatoria in materia di whistleblowing, svolta dall’ANAC nel corso del 2020. Le tre delibere sanzionatorie adottate nel periodo di riferimento contengono l’accertamento, da parte dell’Autorità, della natura ritorsiva delle misure disposte nei confronti del whistleblower, delle quali è stata tra l’altro dichiarata la nullità (comma 7 dell’art. 54 bis del d.lgs. 165/2001). Nel documento sono contenute le motivazioni alla base delle decisioni di ANAC di sanzionare i soggetti responsabili della violazione della disciplina sul whistleblowing.

Report – pdf

Un nuovo Standard ISO sulla gestione del Whistleblowing

Un nuovo Standard ISO sulla gestione del Whistleblowing (ISO 37002) è in preparazione. Andrà ad integrare lo standard già esistente sui sistemi di prevenzione della corruzione ISO 37001.

In vigore la legge Anticorruzione – ecco le modifiche al D.lgs 231/2001

Legge Anticorruzione: modifiche al decreto legislativo 231/2001

La legge 9 gennaio 2019, n. 3 (“Legge Anticorruzione”) ha introdotto, tra le altre cose, alcune significative modifiche alla disciplina della responsabilità amministrativa delle società e degli enti prevista dal d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231. Tra le modifiche di maggior rilievo si segnalano, in particolare:

  • i) l’estensione del catalogo dei reati che possono dar luogo alla responsabilità dell’ente al delitto di traffico di influenze illecite (art. 346-bis c.p.);
  • ii) l’inasprimento delle sanzioni interdittive previste dall’articolo 9, comma 2 del decreto qualora sia stato commesso un reato di concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità o corruzione. Per effetto della modifica in tali casi la durata delle sanzioni interdittive (originariamente fissata in un termine non inferiore a un anno) non potrà essere inferiore a quattro anni e superiore a sette quando il reato è commesso da un soggetto apicale, e non inferiore a due anni e non superiore a quattro se il reato è commesso da un sottoposto.
  • iii) l’introduzione del beneficio della riduzione delle sanzioni interdittive per i reati di concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità o corruzione (per un termine compreso tra 3 mesi e 2 anni) nel caso in cui l’ente si sia adoperato per evitare che l’attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, per assicurare le prove dei reati e per l’individuazione dei responsabili ovvero per il sequestro delle somme o altre utilità trasferite e ha eliminato le carenze organizzative che hanno determinato il reato mediante l’adozione e l’attuazione di modelli organizzativi idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi
  • iv) la previsione della procedibilità d’ufficio per i reati di corruzione tra privati e di istigazione alla corruzione tra privati.Fonte: Assonime

Come evitare le sanzioni 231 – misure pratiche da applicare

Il nuovo decreto anticorruzione all’esame alla Camera, prevede l’innalzamento da 1 a 5 anni della durata minima delle misure interdittive previste dal D:lgs 231/01, tra cui la revoca di autorizzazioni e licenze, l’interdizione dall’attività e il divieto di contrattare la PA.
Per arginare il fenomeno corruttivo, alla responsabilità penale del soggetto che ha materialmente compiuto il crimine, il D.lgs 231/01 ha affiancato la cosiddetta “colpa di organizzazione”, che sancisce al verificarsi di uno dei reati presupposto,  severe sanzioni “para-penali” per enti, aziende, organizzazioni che hanno ospitato i medesimi.

Per tutelare la singola azienda/ente/organizzazione l’unico sistema è di realizzare un modello 231 adeguato che da un lato non “ingessi” l’azienda con ulteriore procedure vincolanti, e dall’altro assicuri una tenuta “legale” perfetta.

Le aree in cui più frequentemente si possono verificare i reati “presupposto” sono le seguenti:
_ Gestione del personale
_ Sicurezza del lavoro e ambiente
_ Gestione dei rapporti con la PA
_ Gestione delle sponsorizzazioni
_ Gestione delle consulenze
_ Gestione delle risorse finanziarie

Su Alert 231 è disponibile la tabella di confronto:
Area di rischio e misure da applicare

Leggi l’articolo completo su Alert 231

Piani Anticorruzione – cosa migliorare

Con la deliberazione n° 12 del 28/10/2015, l’ANAC ha individuato le carenze dei Piani di prevenzione della corruzione (PTPC) su un campione di 1191 amministrazioni pubbliche.
I risultati sono poco rassicuranti, avendo l’ANAC rilevato gravi carenze in particolare nella mappatura dei processi e nella valutazione dei rischi.

– Mappatura dei processi
L’analisi del contesto interno, da attuare attraverso l’analisi dei processi organizzativi (mappatura dei processi), pur essendo meno critica della precedente fase, risulta tendenzialmente non adeguata. Nel 73,9 % dei casi l’analisi dei processi delle cd. “aree obbligatorie” presenta una bassa qualità ed analiticità. La percentuale aumenta al 79,78% per i processi relativi alle “aree ulteriori”. Nello specifico, tra quei PTPC in cui la mappatura dei processi nelle “aree obbligatorie” risulta inadeguata, emerge un 9,02% di casi in cui essa risulta addirittura assente per talune aree. La percentuale sale al 46,09% nel caso dei processi nelle “aree ulteriori”.

********* STRUMENTI PER REALIZZARE LA GESTIONE DEI PIANI ANTICORRUZIONE *********
_ SOFTWARE VALUTAZIONE RISCHI PIANI ANTICORRUZIONE
_ SOFTWARE AUDIT 231 CORRUZIONE
_ SOFTWARE VERIFICA CONFORMITA’ PIANI ANTICORRUZIONE
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– Valutazione del rischio
In linea con i trend delineati finora, anche la valutazione del rischio presenta ampi margini di miglioramento nella maggioranza dei PTPC analizzati (nello specifico l’identificazione e analisi dei rischi nel 67,07% dei casi e la valutazione e ponderazione del rischio nel 62,39% dei casi). Emerge la concreta difficoltà delle amministrazioni di individuare correttamente i rischi di corruzione, di collegarli ai processi organizzativi e di utilizzare un’adeguata metodologia di valutazione e ponderazione dei rischi.

– Trattamento del rischio
Anche il trattamento del rischio (fase volta all’individuazione delle misure di prevenzione della corruzione sulla base delle priorità emerse in sede di valutazione degli eventi rischiosi) è risultato adeguato solo nel 37,72% dei PTPC analizzati.