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Nuova versione Kit Aggiornamento 231 – L 116/2025 – Decreto Terra dei Fuochi

📢 Nuovo Kit Aggiornamento 231 – L 116/2025 – Decreto Terra dei Fuochi#231 #Compliance #OdV #Consulenti #Ambiente

Se sei un consulente 231 o fai parte di un Organismo di Vigilanza, questo aggiornamento è fondamentale:

✅ Documenti già pronti per aggiornare il Modello 231 con i nuovi reati ambientali del DL “Terra dei Fuochi”

✅ Check list e strumenti operativi per la valutazione dei rischi ambientali

✅ Modulo Marketing Professionale 231: brochure, email e lista di 200 aziende target per acquisire nuovi incarichi

👉 Non solo compliance, ma anche un vero strumento per far crescere la tua attività professionale.

🔗 Scopri subito il Kit:

Nuova versione di Kit Aggiornamento Modello 231 – Reati Ambientali (DL 116/2025)

Aggiornamento Alert231.it – 10/9/2025

Il compenso professionale del consulente per aggiornare il Modello 231 ai nuovi reati ambientali del DL 116/2025 “Terra dei Fuochi”

La nuova sfida per i consulenti 231

 

Il Decreto Legge 116/2025– cosiddetto “Terra dei Fuochi” ha introdotto nuovi reati ambientali nel catalogo 231. Ogni impresa che abbia adottato un Modello di organizzazione e gestione (MOG 231) dovrà aggiornare la propria documentazione, la parte speciale ambientale e il sistema di controlli interni.

Per i consulenti si tratta di un’opportunità concreta: centinaia di aziende, dalle PMI alle grandi imprese industriali, saranno obbligate a richiedere l’aggiornamento.

 


 

Quanto tempo costa un aggiornamento “da zero”

 

Un consulente che prepara ex novo la parte speciale ambientale deve:

  • analizzare i nuovi reati e i rischi correlati;
  • mappare i processi aziendali coinvolti (smaltimento rifiuti, emissioni, scarichi, rifiuti pericolosi, ecc.);
  • redigere procedure e protocolli di controllo;
  • aggiornare il sistema disciplinare e il flusso informativo con l’OdV.

 

Tempo medio stimato: 30–40 ore di lavoro (tra studio, redazione e revisione).

Tariffa oraria media di un consulente 231: 80–120 €.

Costo complessivo per l’azienda: 2.400 – 4.800 € solo per l’aggiornamento ambientale.

 


Kit Aggiornamento Modello 231 – Reati Ambientali (DL 116/2025)

 

 

Il vantaggio del Kit Edirama

Per ridurre tempi e costi, Edirama ha sviluppato il Kit Aggiornamento Modello 231 – Reati ambientali (DL 116/2025 “Terra dei Fuochi”).

Il kit contiene:

 

  • Parte speciale già aggiornata in formato Word, personalizzabile;
  • Checklist operative per OdV e consulenti;
  • Procedure tipo da integrare nel sistema aziendale;
  • Guida all’implementazione passo passo.

Esempio numerico:

  • Un consulente con 5 clienti deve aggiornare tutti i modelli.
  • Preparare da zero ogni aggiornamento = 5 × 30 ore = 150 ore di lavoro.
  • Con il kit, ogni aggiornamento richiede 6–8 ore di adattamento = 40 ore totali.

 

Risparmio: 110 ore di lavoro.

Valore economico: 110 ore × 100 €/h = 11.000 € di tempo liberato.

In pratica, il kit permette al consulente di seguire più clienti in meno tempo, aumentando i margini di guadagno e la competitività sul mercato.

 


Quanto chiedere per l’aggiornamento del Modello 231 – esempi pratici per 10 tipologie di aziende italiane

 

[Sezione riservata agli abbonati Alert231.it]

Aggiornamento D.lgs 231/01 – DL “Terra dei Fuochi” – reati ambientali – Perché aggiornare solo la Parte Speciale 231 è un errore fatale

L’entrata in vigore del Decreto “Terra dei Fuochi” (luglio 2025) ha introdotto nuovi reati ambientali nel catalogo 231. La reazione tipica di molti consulenti è stata: aggiornare la Parte Speciale del Modello 231 e archiviare la pratica.
Ma questo approccio rischia di trasformarsi in un errore fatale.


Il falso mito dell’aggiornamento “documentale”

La convinzione più diffusa è che un Modello 231 aggiornato sulla carta equivalga a un Modello efficace.
In realtà, limitarsi a integrare le nuove fattispecie di reato nella Parte Speciale significa:

  • non considerare l’impatto reale sui processi aziendali,
  • trascurare la necessità di nuovi flussi informativi,
  • lasciare scoperta l’attività di vigilanza dell’OdV.

Il vero rischio: i flussi informativi

I reati ambientali introdotti dal DL “Terra dei Fuochi” riguardano aspetti che spesso si annidano in attività quotidiane e trasversali (gestione rifiuti, appalti, subappalti, controlli interni).
Se i flussi informativi non vengono aggiornati, l’OdV rischia di non ricevere i segnali d’allarme necessari.
Risultato: Modello aggiornato “sulla carta” ma inefficace nella sostanza.


Cosa fare davvero (3 azioni pratiche)

📢 Settembre è alle porte: sei pronto con il tuo Modello 231 aggiornato?

Il DL “Terra dei Fuochi” (30/7/25, G.U. 9/8/25) ha introdotto nuovi reati ambientali che richiedono l’aggiornamento immediato dei Modelli 231.

👉 Se sei consulente, componente OdV o professionista 231, non aspettare settembre:
✅ Scarica subito il Kit aggiornamento Modello 231 già pronto in formato Word
✅ Ricevi le checklist operative per audit e controlli OdV
✅ Evita rischi e sanzioni con l’adeguamento immediato

🔗

💡 Consiglio: chi arriva preparato oggi, a settembre sarà già operativo con i clienti.

Aggiornamento urgente – Check list per ODV D.lgs 231/01: recepite le novità del DL “Terra dei Fuochi” (30/07/2025)

La raccolta Edirama di 30 Check List operative per l’Organismo di Vigilanza si arricchisce con 2 nuovi strumenti fondamentali per garantire la piena conformità alle modifiche introdotte dal DL Reati Ambientali:

* Check-list Audit OdV 231 – per condurre verifiche puntuali, documentate e in linea con le nuove prescrizioni

* Check-list Aggiornamento documentazione Modello 231 – per integrare i nuovi reati ambientali e adeguare subito il Modello

📌 Perché agire subito:

Il DL “Terra dei Fuochi” ha ampliato il catalogo dei reati ambientali previsti dal D.Lgs. 231/01

L’OdV deve dimostrare di aver aggiornato procedure, controlli e documentazione

Le nuove check list ti guidano passo passo, riducendo tempi e margini di errore

💼 Cosa ottieni:

✅ 30 check list pronte all’uso (Word/Excel)

✅ Copertura completa di tutte le attività di vigilanza OdV

✅ Prova documentale della conformità in caso di audit o ispezione

📂 Scarica ora la raccolta aggiornata 2025 e assicurati di essere pronto alle nuove sfide normative.

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Riforma dei reati ambientali: impatti sul D.lgs. 231/2001 e responsabilità dell’ente



Il Decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 30 luglio 2025 – recante “Disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti e per la bonifica dell’area denominata Terra dei fuochi” – introduce rilevanti novità in materia di responsabilità amministrativa degli enti ex D.lgs. 231/2001, incidendo in particolare sull’art. 25-undecies relativo ai reati ambientali.

1. Estensione dei reati-presupposto ambientali ex art. 25-undecies

Con la riforma, diventano reati-presupposto ai fini della responsabilità dell’ente:

Reati del Codice penale:

  • Art. 452-septies c.p. – Impedimento del controllo
  • Art. 452-terdecies c.p. – Omessa bonifica
  • Art. 452-quaterdecies c.p. – Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (modificato)

In particolare, il delitto di omessa bonifica si affianca alla preesistente contravvenzione di cui all’art. 257 del Codice dell’Ambiente, configurandosi come fattispecie più ampia e sanzionatoria anche nei casi di mancato ripristino ambientale o inosservanza di ordini giurisdizionali o legislativi.

2. Modifiche al Codice dell’Ambiente

Sono introdotti come nuovi reati-presupposto anche i seguenti articoli del D.lgs. 152/2006:

  • Art. 255-bis – Abbandono di rifiuti non pericolosi in casi particolari
  • Art. 255-ter – Abbandono di rifiuti pericolosi

Inoltre, il preesistente art. 256-bis (Combustione illecita di rifiuti) – già incluso nel Codice dell’Ambiente – diviene formalmente reato-presupposto e subisce modifiche di contenuto.

3. Aggiornamento di articoli già rilevanti ex D.lgs. 231/01

Restano reati-presupposto, ma con modifiche strutturali:

  • Art. 256 – Attività di gestione di rifiuti non autorizzata
  • Art. 258 – Violazioni documentali (registri, formulari, comunicazioni)
  • Art. 259 – ora rubricato Spedizione illegale di rifiuti (in sostituzione di Traffico illecito)

4. Nuova aggravante per attività d’impresa (art. 259-bis)

Viene introdotto l’art. 259-bis, che prevede un aumento di pena fino a un terzo per i reati di cui agli artt. 256, 256-bis e 259 quando commessi nell’ambito dell’attività di impresa o altra attività organizzata. In tali casi, è prevista anche la responsabilità del titolare o del responsabile dell’attività per omessa vigilanza, con l’inattesa e contestabile estensione a tali soggetti delle sanzioni interdittive previste dall’art. 9, co. 2, del D.lgs. 231/01, sebbene queste siano riferibili esclusivamente all’ente e non alla persona fisica.

5. Attenuanti per responsabilità colposa

Il nuovo comma 2-bis dell’art. 25-undecies introduce un’attenuante per l’ente nei casi di responsabilità per colpa nei reati ex artt. 255-bis, 255-ter, 256 e 259, con riduzione delle sanzioni pecuniarie da un terzo a due terzi. Analoga attenuante è prevista anche per le persone fisiche.

6. Sanzioni pecuniarie e limiti massimi

Viene modificato il comma 7 dell’art. 25-undecies con riferimento alle sanzioni interdittive. Si segnala che in due ipotesi (art. 452-sexies e art. 256) la sanzione pecuniaria può giungere fino a 1.200 quote, superando il limite massimo di 1.000 quote previsto dall’art. 10 del D.lgs. 231/2001. Si tratta quindi di un evidente disallineamento normativo da chiarire in sede di conversione o revisione.

7. Estensione dell’amministrazione giudiziaria (art. 34 Codice Antimafia)

Viene esteso l’ambito applicativo delle misure di amministrazione giudiziaria agli enti coinvolti in reati ambientali gravi, includendo:

  • Artt. 452-bis, 452-quater, 452-sexies e 452-quaterdecies c.p.
  • Artt. 255-ter, 256 (co. 1, 1-bis, 3 e 3-bis), 256-bis, 259 del Codice dell’Ambiente

Tali disposizioni rafforzano l’approccio repressivo nei confronti delle imprese coinvolte in attività criminali ambientali, prevedendo strumenti di controllo analoghi a quelli già applicabili in ambito antimafia.

Schema DL terra dei fuochi 29.07.2025 completo