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Archive for the ‘Notizie’ Category

Aggiornato il software 231 Doc

231 Doc è il software per realizzare il sistema documentale D.lgs 231/01 ed è contenuto nel pacchetto Kit 231.

E’ da oggi disponibile la nuova versione di 231 DOC. E’ stato aggiornato il modulo Aree attività a rischio – L’aggiornamento consente di calcolare in automatico il livello di rischio partendo dalla probabilità e dal danno. Accedi alla presentazione dal seguente link

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D.lgs 231/01 – Concorso, sequestro preventivo anche sui beni personali del rappresentante della società

********** Gli strumenti per la gestione del D.lgs 231/01 ************
Software, modelli documentali, strumenti per la formazione
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Segnaliamo questa interessante sentenza.

Nel caso di concorso fra la responsabilità individuale dell’autore e quella ex Dlgs 231/2001, il sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente del profitto del reato di corruzione può incidere contemporaneamente od indifferentemente sui beni dell’ente che dal medesimo reato ha trovato vantaggio e su quelli della persona fisica che lo ha commesso. Lo ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza n. 20976/2012.

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Cancellazione di una s.r.l. ed estinzione dell’illecito amministrativo da reato

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Pubblichiamo un’interessante sentenza del tribunale di Milano del 20 ottobre 2011.
L’estinzione di una s.r.l. a seguito della sua liquidazione volontaria e della sua cancellazione dal registro delle imprese determina l’estinzione dell’illecito ex. D.Lgs. 2001, n. 231, per il quale la s.r.l. sia stata rinviata a giudizio prima della sua cancellazione dal registro delle imprese, analogamente a quanto avviene per il reato imputato alla persona fisica nel caso di morte di quest’ultima.


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Convegno D.lgs 231/01 a Lecce

L’Unione nazione dei giovani dottori commercialisti ed esperti contabili, La fondazione studi UNGDC e l’unione giovani dottori commercialisti ed esperti contabili di Lecce organizza il 4 maggio a Lecce presso l’Hilton Garden Inn, il convegno: D.lgs 231/01 – Dall’adozione del modello organizzativo all’organismo di vigilanza – Nuove opportunità per il professionista economico-giuridico.

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231 – Appalti: falsa dichiarazione e responsabilità dell’ente per truffa

Il rappresentante della società che attesta falsamente di avere regolarmente versato i contributi previdenziali e le imposte per partecipare a una gara di appalto risponde anche di truffa e, conseguentemente, all’impresa si può irrogare la sanzione per l’illecito amministrativo in tema di responsabilità dell’ente in base al decreto legislativo 231/2001, per non avere adottato idonei modelli organizzativi atti a prevenire la violazione penale.
Lo ha precisato la Cassazione, sezione V penale, con la sentenza n. 14359 depositata il 16 aprile 2012.

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Responsabilità fiscale e D.lgs 231/01

Sanzioni tributarie modulate in ragione della gravità della violazione e che tengono conto, ai fini della verifica, del modello organizzativo adottabile dalle imprese per la prevenzione del rischio fiscale. Sulla scorta, di fatto, di quanto già previsto dal decreto legislativo n. 231 del 2001 in materia di prevenzione dei reati nell’impresa.

Sono queste alcune delle riflessioni che possono essere formulate alla luce della lettura del testo di delega di riforma del sistema tributario e della relativa relazione di accompagnamento con riferimento ad un settore estremamente delicato quale quello delle sanzioni tributarie

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La Guardia di finanza si esprime sul MOG 231

Antonio Ciccia – Italia Oggi, lunedì 2 aprile 2012, pag. 6
La circolare 83607/2012 della Guardia di Finanza, strutturata in quattro volumi, illustra (nel volume III) le modalità di indagine relative all’accertamento della responsabilità degli enti come disegnata dal D.Lgs. n. 231/2001. Secondo quanto si legge nel documento, se non si accerta l’interesse aziendale non scatta la responsabilità amministrativa delle imprese. E il modello organizzativo viene attentamente vagliato per verificare la dissociazione dell’ente dalle malefatte dei propri manager o dipendenti.

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Sentenza Esselunga – D.lgs 231/01

Un risarcimento ‘extragiudiziale’ da 1,3 milioni di euro. È questa la somma ricevuta dai familiari di un operaio morto schiacciato nell’ottobre 2009 da un camion nell’area scarico merci di un supermercato Esselunga a Milano.
PENA PECUNIARIA DA 223 MILA EURO. Martedì 14 febbraio il giudice dell’udienza preliminare (gup) di Milano Andrea Ghinetti ha ratificato il patteggiamento di Esselunga spa, che era imputata in base alla legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti, a una pena pecuniaria di 223 mila euro. Analogo comportamento anche per il vicepresidente della società, Paolo De Gennis, e altre due persone.
CIFRA DIVISA TRA I FAMILIARI DELLA VITTIMA. I familiari hanno ritirato la costituzione di parte civile dopo essere stati risarciti dall’azienda e dalla ditta di trasporti, fuori dal giudizio, con una cifra di circa 1,3 milioni di euro, che è stata divisa in parti diverse alla moglie, ai due figli, ai genitori e ai tre fratelli dell’operaio. Un caso di ‘morte bianca’ per il quale il pubblico ministero di Milano Francesca Celle aveva chiesto il rinvio a giudizio anche per l’azienda, perché, all’epoca dei fatti, «non si era ancora dotata di alcun modello organizzativo e gestionale finalizzato alla prevenzione del reato di omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro».
UNA TRAGEDIA EVITABILE. Secondo il funzionario pubblico, che ha disposto una consulenza tecnica, la tragedia, avvenuta nel punto vendita di via Washington, si sarebbe potuta evitare se la società avesse eliminato le «pendenze improprie del piazzale merci del supermercato e creato uno spazio di rifugio antischiacciamento per gli autisti». L’operaio, il 45enne Claudio Birolini era rimasto schiacciato contro il muro da un camion, il 26 ottobre 2009, nell’area merci del supermercato.
NON AVEVA TIRATO IL FRENO A MANO. Nonostante le indagini avessere accertato che l’uomo aveva lasciato il mezzo senza freno a mano tirato e con il motore acceso, Esselunga ha patteggiato, così come il suo vicepresidente e come il titolare della ditta di autotrasporti Capozzi srl per cui lavorava il dipendente. Rinviati a giudizio, invece, con il processo fissato per il 4 aprile 2012 davanti alla nona sezione penale, il direttore del cantiere, il responsabile impianti e quello dei trasporti, e il direttore del punto vendita.

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Atti convegno 231 Farmaceutiche

Sul sito “231 Farmaceutiche” sono disponibili le relazioni tenute al convegno “Osservatorio 231 Farmaceutiche” che si è tenuto a Figline Valdarno il 16 dicembre 2011

www.231farmaceutiche.it

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D.lgs 231/01 Pubblicità vietata per una ditta lo chiede il pm in un processo

LUCCA. Una richiesta insolita per un caso di morte bianca.

Sicuramente la prima al tribunale di Lucca. Al termine della sua accorata requisitoria per il decesso di un operaio caduto da 7 metri d’altezza, il pubblico ministero Fabio Origlio chiede al giudice il divieto di pubblicizzare beni e servizi per almeno un anno a una delle ditte sotto inchiesta in base alla norma 231/2001 sulla responsabilità penale delle aziende.

In pratica se il tribunale accoglierà la tesi dell’accusa per 12 mesi l’oleificio R.M. dei fratelli Rocchi non potrà farsi pubblicità sui giornali, in tv, alla radio o sul web.

Una misura interdittiva tra le più gravi, un danno all’immagine non indifferente per Cesare e Umberto Rocchi, di 77 e 72 anni, lucchesi, rispettivamente rappresentante legale e amministratore delegato alla sicurezza dell’oleificio, sotto processo per omicidio colposo.

È un torrido pomeriggio di Ferragosto del 2009 quando Gerardo Herman Huaman Carrasco, 53 anni, peruviano, residente a Firenze, operaio della Caf (Cooperativa Autotrasportatori Fiorentini), precipita da 7 metri mentre lavora, senza protezione, su un ponte semovente per rimuovere l’eternit dal tetto dell’Oleificio R.M. a S. Alessio. È ancora cosciente quando viene soccorso dai volontari del 118 e trasferito all’ospedale Campo di Marte.

Lì muore nel giro di qualche ora per le gravissime lesioni interne. L’inchiesta che segue porta a giudizio – oltre ai già citati fratelli Rocchi, titolari dell’immobile – anche il coordinatore per la progettazione lavori, architetto Roberto Puliti, 62 anni, lucchese, il rappresentante legale e il preposto della Caf – rispettivamente Mario Gavagni, 49 anni, di Firenze e Andrea Fratini, 35 anni

 

Fonte:Il Tirreno

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