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Modelli 231 – Le sanzioni previste per i nuovi reati fiscali

Le sanzioni pecuniarie previste per i nuovi reati fiscali inseriti nel D.lgs 231/01, vengono applicate “per quote”, con un minimo di 100 e un massimo di 1.000 quote (art. 10, comma 2). L’importo di una quota va da un minimo di euro 258 ad un massimo di euro 1.549 (art. 10, comma 3).

Per le violazioni dipendenti dai reati tributari, il nuovo art. 25-quinquiesdecies prevede le seguenti sanzioni:

Dichiarazione fraudolenta mediante fatture o altri documenti per operazioni inesistenti
Quote: da 100 a 500 –  Euro Min 25.800 Max 774.500

Dichiarazione fraudolenta mediante fatture o altri documenti per operazioni inesistenti se l’ammontare degli elementi passivi fittizi è inferiore a € 100.000
Quote: da 100 a 400 – Euro: Min 25.800  Max 619.600

Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici
Quote: da 100 a 500 – Euro: Min 25.800 Max 774.500

Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti
Quote: da 100 a 500 – Euro: Min 25.800 Max 774.500

Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, se l’importo non rispondente al vero indicato nelle fatture o nei documenti, per periodo d’imposta, è inferiore a 100.000 euro
Quote: da 100 a 400 – Euro: Min 25.800 Max 619.600

Occultamento o distruzione di documenti contabili
Quote: da 100 a 400 – Euro: Min 25.800 Max 619.600

Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte
Quote: da 100 a 400 – Euro: Min 25.800 Max 619.600

Se, in seguito alla commissione dei delitti indicati, l’ente ha conseguito un profitto di rilevante entità, la sanzione pecuniaria è aumentata di 1/3.
Non è ammesso il pagamento in misura ridotta (art. 10, comma 4, D.Lgs. n. 231/2001).