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Archive for the ‘Nuovi reati’ Category

La nuova disciplina del Falso in bilancio – I riflessi sulla “responsabilità 231” degli enti

Le modifiche al falso in bilancio  (legge 27 maggio 2015 n. 69 (c.d. Legge Anticorruzione)  impattano sulla disciplina della responsabilità  amministrativa degli enti di cui al d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231. Nell’elenco dei reati presupposto contenuto nel citato decreto figura infatti anche l’art. 25-ter (Reati societari), che prevede l’applicazione esclusivamente delle sanzioni amministrative pecuniarie in relazione agli illeciti in materia societaria previsti dal codice civile.

In caso di condanna, per effetto delle modifiche operate dalla legge n. 69/2015, nei confronti dell’ente trovano dunque applicazione le seguenti sanzioni pecuniarie:

– da duecento a quattrocento quote per il delitto di false comunicazioni sociali ex art
2621 c.c.;

– da cento a duecento quote per il delitto di false comunicazioni sociali ex art 2621-bis
c.c.;

– da quattrocento a seicento quote per il delitto di false comunicazioni sociali ex art.
2622 c.c.

La modifica di maggior rilevo, tuttavia, concerne l’ambito applicativo della disposizione che, nella formulazione previgente, restringeva il novero ai reati societari commessi nell’interesse della società da amministratori, direttori generali o liquidatori, ovvero da persone sottoposte alla loro vigilanza, laddove la realizzazione del fatto fosse imputabile ad una violazione dei doveri di vigilanza imposti dagli obblighi inerenti la loro carica. Il nuovo testo dell’art. 25-ter, conformemente alle altre disposizioni sanzionatorie del d.lgs. 231/2001, si limita invece a disporre l’applicazione delle sanzioni pecuniarie “in relazione ai reati in materia societaria previsti dal codice civile”, stabilendone l’entità.

Nella nuova formulazione, dunque, è eliminato qualsiasi riferimento alla nozione di
“interesse” della società, ……
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Come aggiornare il modello 231 al reato autoriciclaggio

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Il 1° gennaio 2015 è stato introdotto con la legge 186/2014 il nuovo reato di
autoriciclaggio che è stato inserito nei reati previsti dal Dlgs 231/2001 (art. 25 octies).
Pertanto,in qualsiasi caso di comportamenti e attività in cui si creano fraudevolmente dei fondi impiegati in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative (es. evasione fiscale) l’ente è ritenuto responsabile, a meno che non abbia tramite il modello 231 applicato tutte le misure possibili per prevenire tale reato.

L’adeguamento dei modelli 231 è sostanziale in quanto tale reato può colpire anche comportamenti elusivi fiscali avvenuti negli precedenti all’entrata in vigore della norma.

Il primo step è quello di identificare le aree a rischio per la sua commissione a cui seguirà la valutazione del rischio.
Successivamente è necessario stilare procedure di controllo. Deve essere inoltre aggiornato il mansionario e il sistema di deleghe allo scopo di fornire un ombrello giuridico a tenuta di giudice.
Parallelamente occorre aggiornare il codice etico, il regolamento dell’organismo di vigilanza e svolgere la necessaria formazione ai dipendenti e collaboratori aziendali.