Aggiornamento D.lgs 231/01 – DL “Terra dei Fuochi” – reati ambientali – Perché aggiornare solo la Parte Speciale 231 è un errore fatale
L’entrata in vigore del Decreto “Terra dei Fuochi” (luglio 2025) ha introdotto nuovi reati ambientali nel catalogo 231. La reazione tipica di molti consulenti è stata: aggiornare la Parte Speciale del Modello 231 e archiviare la pratica.
Ma questo approccio rischia di trasformarsi in un errore fatale.
Il falso mito dell’aggiornamento “documentale”
La convinzione più diffusa è che un Modello 231 aggiornato sulla carta equivalga a un Modello efficace.
In realtà, limitarsi a integrare le nuove fattispecie di reato nella Parte Speciale significa:
- non considerare l’impatto reale sui processi aziendali,
- trascurare la necessità di nuovi flussi informativi,
- lasciare scoperta l’attività di vigilanza dell’OdV.
Il vero rischio: i flussi informativi
I reati ambientali introdotti dal DL “Terra dei Fuochi” riguardano aspetti che spesso si annidano in attività quotidiane e trasversali (gestione rifiuti, appalti, subappalti, controlli interni).
Se i flussi informativi non vengono aggiornati, l’OdV rischia di non ricevere i segnali d’allarme necessari.
Risultato: Modello aggiornato “sulla carta” ma inefficace nella sostanza.
Cosa fare davvero (3 azioni pratiche)









