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La sentenza della Cassazione sul caso Thyssen e la responsabilità 231

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La recente sentenza Cassazione sul caso Thyssen contiene elementi interessanti per quanto concerne la responsabilità 231 dell’ente (azienda).

1) Non si configura l’inversione dell’onere della prova.
“…nessuna inversione dell’onere della prova è, pertanto, ravvisabile nella disciplina che regola la responsabilità da reato dell’ente, gravando comunque sull’accusa la dimostrazione della commissione del reato da parte di persona che rivesta una delle qualità di cui al d.lgs.n.231, art.5, e la carente regolamentazione interna dell’ente, che ha ampia facoltà di offrire prova liberatoria…”

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2) L’azienda ha la possibilità di fornire una prova atta a liberarla dalla responsabilità amministrativa
“…. “militano a favore dell’ente, con effetti liberatori, le previsioni probatorie di segno contrario di cui al d.lgs. n. 231, art. 6, afferenti alla dimostrazione di aver adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi.”

 

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3) Inadeguata composizione dell’ODV

Un membro dell’ODV era il responsabile aziendale sicurezza del lavoro – in pratica il controllante e il controllato erano la medesima persona

“… La Corte ritiene che questa circostanza, di per sé sola, induca a ritenere che il modello adottato, nel periodo preso in considerazione, non poteva essere stato reso operativo, tanto meno in modo efficace, sottolineando che tale organismo deve essere dotato, secondo il citato art. 6, di “autonomi poteri di iniziativa e controllo”: non è necessario spendere ulteriori parole sulla “autonomia” del controllore quando è la stessa persona fisica del controllato…”

Autore Dr. Matteo Rapparini – autore software e corsi on line D.lgs 231/01 Edirama – Oltre 4.500 clienti

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